Pomodori al riso “scomposti”, cotti e serviti nel barattolo: un classico della tradizione rivive in tutta la modernità del vetro
Ingrediente tra i più ricercati e regali della tradizione italiana, ecco il tartufo nero tra peculiarità, curiosità e consigli d'uso
Il tartufo cresce solo se in simbiosi con un albero
I tartufi sono funghi ipogei, ovvero crescono sotto terra. Ma non solo: per poter crescere, devono vivere necessariamente in simbiosi con una pianta, che cambia per ogni tipologia. Il tartufo necessita di un contorno vegetazionale appropriato, poiché le specie arboree, arbustive ed erbacee, assumono un ruolo chiave nel processo di sintesi micorrizica.
Non esistono tartufi velenosi
In virtù del fatto che per riprodursi il tartufo deve essere mangiato (affinché gli escrementi animali ne diffondano le spore),non esistono tartufi velenosi. Tuttavia esistono alcune specie considerate non commestibili, benché non tossiche, dal momento che anche di queste si nutrono appunto alcuni animali.
I maiali sono i più bravi a scovarli
Anche se potrebbe suonare strano, i maiali sono più bravi dei cani nel trovare i tartufi. Se l’uomo infatti è meno sensibile agli odori rispetto ai cani, i maiali possiedono un olfatto ancor migliore del loro; e, in aggiunta, le molecole che si liberano dal tartufo sono simili all’odore emesso dalla femmina del maiale, per cui il maschio lo riconosce come piacevole.
E’ possibile acquistare piante con “tartufo incorporato”
In commercio, nei vivai specializzati, è possibile comprare degli alberi davvero particolari: piccoli esemplari di alberi come querce, betulle e pioppi, da collocare in giardini particolarmente grandi, che nelle loro radici recano anche dei tartufi microscopici. Piantandoli, si spera che dopo 10-20 anni possano dare vita (se il terreno si dimostrerà idoneo) a piccoli tartufi, per un investimento che darà i propri frutti dopo tanto, tanto tempo.
Il riso aiuta a conservare il tartufo
Sembra che uno dei modi migliori per conservare il tartufo sia quello di metterlo in un barattolo sotto riso. Infatti, anche se si tratta di un fungo, attira l’umidità, ed eventuali muffe che vivono nell’aria o nel frigorifero possono colonizzarlo. Conservandolo ricoperto nel riso, il cereale attirerà la sua umidità e farà sì che si conservi più a lungo. In caso di grandi quantità, il consiglio è di conservarlo congelato (dopo averlo ben spazzolato) o sott’olio (carpaccio).
Photo via Canva
Scritto da Redazione ProDiGus
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