Enoliti da riscoprire

Antichi rimedi di medicina naturale che hanno fra gli ingredienti il vino, solvente ideale per ogni buona sostanza delle piante officinali

Enoliti da riscoprire

Già presso gli Egizi e gli Etruschi il vino rappresentava non solo una bevanda da bere, ma anche una vera medicina naturale: i primi lo utilizzavano mescolato a polvere di pietre per medicamenti antisettici e persino nell’imbalsamazione, mentre i secondi, con vino e cavolo, creavano un impasto utilizzato per impacchi per ferite, tumefazioni, lussazioni e altro ancora. 
Ma fu presso i Romani che il vino come rimedio per la salute divenne usanza radicata e non poco frequente: il vino era la base per la preparazione di decotti arricchiti con erbe medicinali. E l’opera più dettagliata in cui vengono illustrate le tecniche d’impiego del vino a scopi medicinali è di certo quella di Galeno, medico greco antico che visse la propria esistenza fra la terra natìa e l’Italia. Nel suo “ricettario”, egli si ripromette di indicare “rimedi per conservare la sanità e prolungare la vita” che già al tempo furono presto oggetto di grande attenzione. 

Fra i suddetti rimedi, una particolare rilevanza nel libro è data proprio al vino: nella terza sezione del suo piccolo trattato, “Di molt’herbe”, Galeno fornisce indicazioni precise su come utilizzarlo per estrarre i principi di alcune “droghe vegetali” (e per droga ricordiamo si intende una qualsiasi sostanza che se assunta in vario modo dall’essere umano provoca un temporaneo cambiamento psico-fisiologico nel soggetto; sono considerate “droghe” anche i farmaci e antiche preparazioni a base di erbe officinali e spezie). 

Salvia, artemisia, assenzio e tanti altri ingredienti naturali, frutto di una conoscenza empirica già fruttuosa ai suoi tempi, finivano nel vino per dar vita agli enoliti, conosciuti anche con il nome di vini medicinali o tinture vinose. Ancora oggi disponibili presso le migliori erboristerie, si tratta di soluzioni idroalcoliche contenenti fitocomplessi estratti da piante medicinali, prodotte tradizionalmente mediante macerazione a temperatura ambiente.  

La scelta del giusto vino di base (di qualità e ben alcolico, in genere non meno di 15°; esistono versioni a base di vini rossi, bianchi e persino liquorosi), del fine curativo del preparato e dunque delle giuste specie vegetali da utilizzare al suo interno, sono parametri ancora oggi frutto di vere alchimie per invitare tutti a percorrere la strada del trarre benefici da rimedi 100% naturali. Utilizzando il vino come solvente, la sua parte alcolica è in grado di "disciogliere" i principi attivi idrofobi (come oli essenziali, principi amari, resine, alcaloidi ecc.), mentre in quella acquosa si dissolvono ottimamente quelli idrofili (come zuccheri, sali minerali, tannini, antociani). 

Un enolito viene tipicamente sorseggiato in piccola quantità in un bicchierino per rappresentare un vero concentrato di benefici, ma non manca chi preferisce oggi diluire il prodotto con una piccola parte di acqua, a seconda anche del tipo di sapore. Perchè non provare a riscoprire questo antico preparato naturale per il benessere?

Scritto da Redazione ProDiGus

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