Il santo protettore dei casari

Si tratta di San Lucio di Cavargna, celebrato ogni 12 luglio in ricordo delle vicende che lo fecero diventare patrono dei produttori di formaggio

Il santo protettore dei casari

Il formaggio è sicuramente una delle grandi conquiste del genero umano: alimento incredibile per diversità di forme, gusto e proprietà organolettiche, ogni produzione è un atto creativo che si ripete ogni giorno attraverso i gesti consapevoli ed esperti dei maestri casari. 

Latte, batteri procaseari e caglio sono il punto di partenza da cui diramano le varie tecniche di trasformazione che portano al prodotto finito, chiamato genericamente “formaggio” ma che in realtà si declina nel mondo in oltre 2000 tipologie di prodotti diversi. Da questo breve excursus si intuisce che i formaggi nonché coloro che lo producono, ovvero i casari, vantano una storia imprescindibile gli uni dagli altri. 

Per questo il loro percorso s’intreccia fra storia, arte e religione. In Italia con il cattolicesimo vengono introdotte le figure dei santi patroni, persone venerate alla quale la Chiesa affida la protezione di una certa categoria di fedeli, tra cui ad esempio quelli che esercitano una certa professione. Ebbene, per quanto concerne i casari la figura di riferimento è San Lucio di Cavargna, che viene ricordato ogni anno nel giorno del 12 di luglio. 

Nato nell’omonimo villaggio sperduto al confine con la Svizzera tra i laghi di Lugano e Como  in cui era conosciuto con il nome di Uguzzone o Uguzo, e vissuto secondo tradizione tra il XIII ed il XIV secolo, Lucio divenne pastore instancabile e sempre pronto ad aiutare il prossimo, tanto che era solito condividere con i poveri il formaggio che produceva con il siero rimasto dalla cagliata, e che dava origine alla mascarpa, una pasta biancastra, pastosa, con tessitura grumosa. 

Fu per questo che il suo primo padrone, indispettito, lo cacciò. La leggenda racconta che San Lucio lasciò così la casa che lo ospitava, e da quel momento iniziò ad impoverirsi di latte e di altri suoi averi, mentre il secondo padrone che trovò, che lo accolse con animo cortese, iniziò ad arricchirsi in capi di bestiame, in produzione di latte e di formaggio. 

Tale miracolosa abbondanza rese Lucio sempre più famoso presso le genti; questo fece crescere ancora la furia del primo padrone oltre che la sua invidia, la quale lo condusse nei luoghi dove l’amato pastore era solito transitare, e armato di coltello il 12 luglio, sul passo che porta il suo nome, lo uccise. La notizia si diffuse non solo nelle valli vicine ma anche in quelle più remote, e tutti iniziarono a venerare la figura del giovane e generoso pastore tanto da diventare patrono di chiunque avesse a che fare con la produzione di latte e formaggi. 

Il luogo della sua uccisione divenne sacro e Lucio venne fatto santo: in suo onore il passo montano prese il suo nome, ed in questo luogo fu poi edificata la Chiesa che ricorda nella sua forma semplice il ricovero di tutti i pastori e il loro greggi. Al suo interno ancora oggi si possono ammirare dipinti che simboleggiano la vita umile del santo ritratto a badare al proprio gregge con la forma di formaggio a cui manca una fetta a simbolo della condivisione che lo aveva reso famoso e amato dalle genti che incontrava sul suo percorso.

Il culto del santo patrono degli alpigiani si diffonde dal nord verso il centro Italia, venerato dalle corporazioni o arti di Milano, Bergamo, Brescia, Lodi, Codogno, Piacenza e Parma. La tradizione vuole che ogni 12 luglio presso il passo a lui dedicato in Val Cavargna si celebri una messa e si trascorra la giornata con canti popolari accompagnati dal suono delle fisarmoniche. 

Sul sito del Museo del Parmigiano-Reggiano potrete scoprire altre curiosità in forma di curiosa “intervista immaginaria” con San Lucio (cliccate qui).

Photo made in AI via Canva

Buongustaia di nascita,  gastroamatrice per indole, la sua curiosità  per le materie prime, le preparazioni e il mondo del food la fanno approdare a scienze e culture enogastronomiche all'Università di Roma Tre. Da qui in poi, il "menù" delle sue esperienze è sempre in nuova e appassionante costruzione.

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