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Il nome inglese “star fruit” svela da sé la particolare forma a stella delle fette del frutto chiamato carambola: scopriamone origini e sapore
L’angolo dei frutti tropicali al supermercato è sempre più fornito e ricco di profumi, sapori e colori provenienti da paesi lontani; forse però qualcuno non ha ancora avuto l’occasione di trovare, acquistare e assaggiare il frutto stella (in inglese “star fruit”), ovvero la carambola.
Si tratta del frutto dell’Averrhoa carambola (detto albero delle stelle), un albero sempreverde della famiglia delle Oxalidaceae, originario dell’India, dello Sri Lanka e delle Isole Molucche (Indonesia), oggi diffusa in diverse parti del mondo, dal Brasile al Sud-est asiatico, dal Ghana ad Israele fino alla Spagna e alla Sicilia. La pianta emana un intenso profumo e i suoi fiori sono di colore rosa-viola; in condizioni climatiche ottimali, fiorisce e fruttifica di continuo, per cui possiamo reperire lo star fruit durante tutto l’anno al supermercato, ma sulla pianta possono esserci contemporaneamente frutti nuovi e acerbi e frutti maturi pronti per la raccolta.
È curioso che sull’isola di Giava la carambola sia vista come un simbolo di spiritualità; secondo la credenza locale le cinque creste del frutto indicherebbero metaforicamente i cinque tabù fondamentali, ovvero alcol, droga, adulterio, furto e gioco d’azzardo.
Se nelle zone tropicali di origine il frutto viene consumato prevalentemente crudo e fresco (estraendone anche il succo che diventa una bevanda rinfrescante dal sapore acidulo se estratto da frutti ancora acerbi), in Occidente è ancora usato per lo più per decorare, soprattutto dolci (crostate, torte rovesciate, cheesecake) e cocktails e pochi ne conoscono e apprezzano le proprietà e i benefici nutrizionali oltre che i variegati possibili usi in cucina.
Frutto dalla forma affascinante, un ovale allungato con cinque sporgenze longitudinali che, una volta affettato, dà vita a stelle a cinque punte dal colore delicato che va dal verde chiaro al giallo intenso a seconda del grado di maturazione. Si consiglia, come per tutti i frutti, di consumare lo star fruit maturo, quando il colore della buccia è giallo intenso e brillante e la polpa ancora soda; più infatti la buccia è gialla, più dolce sarà il frutto. Inoltre, quando le creste sono leggermente venate di marrone, il frutto è sicuramente al giusto grado di maturazione.
La carambola è un frutto dalla polpa succosa (simile agli acini d’uva) e profumata, dal sapore acidulo e agrumato, lievemente aspro che ricorda il pompelmo, la papaya e l’ananas; la buccia è liscia e cerosa. La carambola è un frutto totalmente commestibile (anche la buccia e i semi) che si può consumare sia cotto che crudo e addirittura essiccato come snack e, benché ancora poco usato, si presta bene a varie interpretazioni dolci e salate.
Si può aggiungere alle insalate (da condire con una vinaigrette leggera e acidula) e alle macedonie (banana, fragole, kiwi, mango, ananas, papaya, uva e agrumi si sposano perfettamente alla carambola), sia a pezzetti che unendo il succo (come per realizzare una citronette). Sarà ottima anche nei frullati o nei cocktail fruttati e negli smoothie tropicali; ovviamente perfetta per decorare dolci, coppe di gelato; interessante anche aggiunta, sotto forma di purea, all’impasto di dolci e pane. Tagliata a pezzetti e cotta con lo zucchero diventa una prelibata marmellata.
Anche le carni bianche (come pollo e anatra), il pesce e i frutti di mare si abbinano in modo ottimale alla carambola, esaltandone il sapore. Se volete mantenere l’esotico anche nelle vostre preparazioni, allora preparate la carambola come si usa nel Sud-est asiatico, dove viene stufata con lo zucchero e i chiodi di garofano o con le mele, oppure condita ancora acerba con il salgemma come nelle Filippine. In Thailandia invece è cucinata con i gamberetti e in Cina con molte varietà di prodotti ittici.
Oltre che per la versatilità in cucina, la carambola gode di interessanti valori nutrizionali; ha un basso apporto calorico (circa 30kcal per 100 grammi) e zuccherino, è ricca di vitamina C, sali minerali (potassio, magnesio, ferro, zinco, manganese, fosforo) e fibre e ha un buon contenuto di vitamina A, E, e del gruppo B; non contiene colesterolo, ha proprietà antiossidanti e antibatteriche, stimola la sensazione di sazietà, riduce l’assorbimento del colesterolo e il picco glicemico e aiuta a prevenire la stitichezza, l’insonnia, la cefalea e la nausea. Unica controindicazione è che contiene acido ossalico e la tossina chiamata caramboxina ed entrambi possono creare problemi a chi soffre di calcoli e di insufficienza renale.
Un consiglio finale: se amate la frutta e siete dotati di pollice verde potete anche provare a coltivarla in vaso e se proprio non vi darà frutti avrete ottenuto comunque una bella e profumata pianta ornamentale.
Scritto da Viviana Di Salvo
Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.



















































































































































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