Batteri “nascosti” in cucina

Spugne e strofinacci, se non correttamente “gestiti”, possono trasformarsi in covi microbiologici

Batteri “nascosti” in cucina

Che caos sarebbe la cucina di casa senza spugnette e strofinacci, indispensabili amici quotidiani dell’igiene di stoviglie, utensili, tavoli e chi più ne ha più ne metta? Ma non tutti conoscono l’importanza di “gestirli” in modo corretto: un aspetto fondamentale, dal momento che possono trasformarsi in un ricettacolo di germi (anche pericolosi), i quali potrebbero anche contaminare inevitabilmente il cibo che consumiamo.

La questione viene spiegata in modo semplice per tutti in un video realizzato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, pubblicato a fine gennaio 2019 anche su Youtube (potrete guardarlo cliccando qui: https://youtu.be/Y6Wd9mZ3R2c).

Molto dipende dalle nostre abitudini, a partire da un uso prolungato sia di spugnette che di strofinacci, ovvero senza cambiare troppo spesso le prime o senza lavare frequentemente i secondi. Anche lasciare entrambi bagnati non aiuta a limitare la proliferazione batterica, dal momento che la presenza di acqua favorisce nella maggioranza dei casi la crescita microbica.

E’ in questo modo che, se non mantenute correttamente, le spugne possono arrivare ad accumulare fino ad un miliardo di batteri per centimetro cubo, e non saranno esenti dalla presenza di Listeria monocytogenes e Salmonella. Se ne deduce che comportamenti errati possono favorire le contaminazioni crociate tra stoviglie, superfici, utensili e cibi

Inoltre, per limitare la crescita dei batteri l’Istituto zooprofilattico raccomanda non solo di lavare, risciacquare e strizzare con cura le spugne dopo ogni uso, ma anche di disinfettarle periodicamente, cambiare più di frequente e non utilizzare le stesse che utilizziamo per la cucina per la pulizia di altri ambienti domestici.


Fonte: Il fatto alimentare

Scritto da Redazione ProDiGus

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