Alleate del benessere nei mesi freddi dell’anno
Tonno, salmone e persino sushi… a base di legumi, alghe e ortaggi: in arrivo sul mercato l’ennesima alternativa alimentare
Dopo le bistecche di carne senza carne, i biscotti senza uova, latte e zucchero, il sapone-non-sapone ed una serie di altri prodotti nati per salvaguardare l’ambiente ed ampliare le possibilità alimentari, arriva il pesce vegetale.
Il tema in realtà è serio, perché l’attuale modello economico-alimentare si è rivelato clamorosamente fallimentare; sono questi gli anni in cui cogliamo, nostro malgrado, i frutti di politiche agricole scellerate e di comportamenti poco rispettosi della ciclicità della natura. Una filosofia egocentrista e un delirio d’onnipotenza che, da diversi anni, stanno facendo sperimentare fenomeni nuovi e assai poco piacevoli: frequenti alluvioni, innalzamento del livello del mare, scioglimento dei ghiacciai, temperature fuori controllo e stagioni impazzite (per fermarsi ai fatti più evidenti).
I cibi vegetali sembrano essere dunque una valida alternativa a quelli tradizionali, anche per l’impatto ambientale minimo che promettono. Ma siamo sicuri che tutto ciò che acquistiamo come vegetale ed ecocompatibile lo sia davvero? Non corriamo forse il rischio di ripetere l’errore già commesso? Sbilanciando abitudini e comportamenti alimentari in senso opposto, senza informarci correttamente su quel che portiamo a tavola, al di là delle indicazioni che leggiamo sulle etichette?
Una startup californiana ha ideato dei finti gamberetti, utilizzando proteine vegetali, con l’aggiunta di alcuni tipi di alghe. Il consumo di questi crostacei, quelli autentici, ha conosciuto recentemente un vero e proprio boom. Per far fronte alla domanda, si è deciso di importare il pescato dalla Thailandia, dove allevatori senza scrupoli impiegano manodopera minorile: le piccole dita dei bambini sono le più adatte a sgusciare i crostacei. Una nota inchiesta dell'Associated Press, qualche anno fa, ha svelato l’orrore che si celava dietro la commercializzazione a prezzi contenuti dei gamberetti prodotti da quelle aziende.
È normale che di fronte a fatti come questo, i più virtuosi si ingegnino per cercare soluzioni alternative, che non penalizzino le fasce sociali più fragili, né i consumatori e il mercato, che chiedono determinate tipologie di alimenti.
Un’altra azienda, che lavora con una nota catena di distribuzione americana, propone tre tipi di pseudo tonno, preparato con legumi (lenticchie, soia, piselli, fagioli bianchi, fave e ceci) e aromatizzato con olio di alghe. E ci sono persino imprenditori che hanno messo al lavoro tecnologi alimentari, chef ed esperti vari allo scopo di realizzare del sushi senza pesce. Dal salmone affumicato, ai molluschi, al tonno, ce n’è per tutti i gusti.
In Europa questi cibi non sono ancora tra gli scaffali dei market, ma su Amazon, la famosa piattaforma che tutto vende, il pesce vegetale è già disponibile. Siamo sicuri che sia questa la strada giusta per un’alimentazione più sana e un mondo più equo?
Fonte: Il fatto alimentare
Scritto da Redazione ProDiGus
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