Meglio acquistarli coltivati per la propria sicurezza
Sono una preparazione tipica di Aveiro - città soprannominata “piccola Venezia” del Portogallo - nata negli antichi conventi locali
Se non vi è mai capitato di visitare Aveiro, pittoresca cittadina costiera portoghese situata tra Porto e Lisbona, dovreste davvero iniziare a pensare di farlo: questo luogo è soprannominato “piccola Venezia”, in quanto all’interno del borgo si snodano canali direttamente collegati al mare, sui quali navigano caratteristiche (se ben diverse) gondole, oggi principalmente turistiche, ma soprattutto un tempo utilizzate insieme ad altre imbarcazioni per le attività che si svolgevano in quelle acque atlantiche, come ad esempio la coltivazione e produzione di alghe.
Aveiro stupisce per i suoi colori, il suo sole, l’architettura più classica e più moderna che si snoda tra i suoi vicoli, con ciascun edificio caratterizzato da mattonelle geometriche che danno vita ad un arcobaleno a cielo aperto di tinte vive e differenti. Così come anche le gondole - sulle quali si possono effettuare piacevoli giri turistici tra i canali cittadini e i loro piccoli ma caratteristici ponti – portano ciascuna un proprio nome e dei propri colori, nonché dei propri disegni, che si rifanno alle bandiere dei distretti locali o a quella nazionale stessa del Portogallo, ma anche dedicati a personaggi religiosi (la Vergine Maria in primis, data la vicinanza con Fatima, nel nord del paese, sede della rivelazione da parte della stessa dei famosi “segreti”) o ad altre simbologie locali, come pesci, stelle marine, conchiglie e botti.
Elementi, questi ultimi, che non a caso entrano a far parte anche della gastronomia locale, attraverso un piccolo ma specialissimo prodotto che prende il nome di ovos moles, e da aprile 2009 è stato riconosciuto con il marchio IGP europeo come assoluta tipicità originale di Aveiro. Gli ovos moles sono un vero concentrato di energia racchiuso in un dolcetto da 5-6 cm di grandezza: un composto a base di tuorli d’uovo lavorati con sciroppo di zucchero viene racchiuso tra due ostie per essere formato in specifici stampi. Si ottengono così questi stuzzicanti, lisci e bianchi bocconcini extra zuccherosi che fanno gola su grandi piatti d’esposizione in variopinta ceramica locale nelle vetrine delle pasticcerie di Aveiro.


Le forme degli ovos moles, come già menzionato, richiamano proprio gli elementi che caratterizzano la laguna di Aveiro: pesciolini, granchi, cozze e vongole, conchiglie, botti e boe galleggianti. Gli ovos moles si conservano fino a 15 giorni a temperatura ambiente (purchè in luogo fresco e asciutto, naturalmente), per questo rappresentano anche un ottimo e originale souvenir di viaggio da portare con sé e regalare ad amici e familiari per far assaggiare una tipicità per lo più sconosciuta.
Ma è curioso anche indagare sulla storia della nascita degli ovos moles: sul sito della Confraternita degli Ovos Moles di Aveiro abbiamo appreso che nella seconda metà del Quattrocento la produzione di zucchero sarebbe approdata a Madeira, grazie ai primi “contratti” che nascevano con i portoghesi che iniziavano a colonizzare l’America e a portare prodotti da essa verso l’Europa. Dello zucchero prodotto, una parte consistente apparteneva al re, mentre la rimanente veniva distribuita a varie istituzioni, dagli ospedali ai conventi, come aiuto per il sostegno della comunità. Ed è ben documentato che lo zucchero arrivasse da Madeira anche nel Convento De Jesus di Aveiro: sono state ritrovate lettere e contratti reali relativi alle donazioni annuali di zucchero avvenute verso questo luogo.
Inizialmente lo zucchero veniva utilizzato soprattutto in campo farmaceutico (come aggiunta ai medicinali dal sapore sgradevole) o come integratore energetico diretto. Ma al contempo, i fondatori stessi del monastero di Gesù di Aveiro avevano una fattoria che produceva grandi quantità di prodotti alimentari come cereali, vino e uova, che servivano da supporto alle suore. Vien da sé, dunque, che con tutti questi buoni spunti il passaggio dello zucchero da componente farmaceutico a ingrediente di cucina avvenne in tempi piuttosto brevi. Pian piano le suore hanno imparato ad utilizzare lo zucchero, soprattutto abbinandolo ai tuorli delle uova, per i quali cercavano già da tempo un metodo di conservazione.
I tuorli d’uovo erano infatti l’avanzo degli albumi che a quei tempi venivano impiegati per la stiratura dei tessuti, dunque le suore portoghesi se ne ritrovavano moltissimi da consumare. Non si conosce la data precisa in cui sia avvenuta la fusione tra tuorli e zucchero per dar vita agli ovos moles (che significa “uova morbide”), né il nome della persona che ebbe l’idea di racchiudere il composto fra due ostie (per renderlo oltre che ancor più conservabile, anche più facilmente maneggevole). Ma di certo gli ovos moles sono ancora oggi una specialità sopravvissuta al tempo e tanto amata dai portoghesi grazie a D. Odília Soares, ultima suora del Convento De Jesus che alla chiusura, nel 1874, continuò a produrre in casa e a diffondere in tutta la città la ricetta degli ovos moles che preparava con le altre suore del convento.
Si narra che dopo l'inaugurazione della prima ferrovia che collegava Porto a Lisbona diventò una tradizione incontrare qui delle donne vestite in abiti tradizionali che vendevano gli ovos moles a chi era appena arrivato come a chi era in procinto di partire. Ancora oggi è possibile ritrovare questa tradizione, soprattutto nelle piazze della cittadina di Aveiro, dove tipiche rivendite street food offrono gli ovos moles sfusi o confezionati in piccole scatoline ideali da condividere con i propri compagni di viaggio.
Scritto da Sara Albano
Laureata in Scienze Gastronomiche , raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi a Parma (dopo aver frequentato il liceo linguistico internazionale), conseguendo in seguito alla laurea magistrale un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e frequentando infine il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania. Dopo questa esperienza ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl, , dove riesce ad esprimere la propria passione per il mondo dell'enogastronomia e della cultura alimentare in diversi modi, occupandosi di project management in ambito di marketing e comunicazione e consulenza per il food service a 360°, oltre ad essere il braccio destro di Fabio Campoli e parte del team editoriale della scuola di cucina online Club Academy e della rivista mensile Facile Con Gusto.



















































































































































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