La notte del pane

Una poesia di nino Falato che esalta la sacralità racchiusa in una forma di pane appena sfornato

La notte del pane

La notte del pane

...E venne la notte del pane.
Venne la notte del grano maturo
e del miele da versare sui giorni
dell’erba amara;
venne l’angelo vestito di vento
e portò il dono del frutto
alla soglia della casa
bianca di calce.
Nella stanza sudata dal tepore
dell’attesa,
mia madre segnò la croce
sulla madia lievitata,
chiese al forno l’abbondanza,
e cantò la canzone santa del pane.
Le bocche affamate dei bambini
ingoiarono la luna,
quando i trilli della siepe
si persero nella gola dei merli.
Gli occhi della notte soffiarono fuoco
e le stoppie, ancora sanguinanti
da ferita di falce, arrossarono il mattino.
Al primo canto del gallo mio padre
spezzò il primo caldo
e dalle labbra di noi figli
si levò una preghiera.
Era la preghiera del pane benedetto.
Oltre la siepe le stoppie bruciavano ancor
ma l’alba portò ristoro di rugiada.

Nino Falato

(“La Nuova Tribuna Letteraria” – Premio “La poesia dell’anno” 1997)

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Scritto da Redazione ProDiGus

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