Alla scoperta dei pilastri della gastronomia partenopea tra spunti culturali e culinari
Tratto da Fisiologia del gusto di Jean Anthelme Brillat-Savarin
“Buongustai per predestinazione” - Tratto da Fisiologia del gusto di Jean Anthelme Brillat-Savarin, Edizioni Seb 27, 2002
Avvocato, deputato dell’Assemblea Costituente, in seguito presidente del Tribunale Civile del dipartimento di Ain, Jean Anthelme Brillat-Savarin è una figura indimenticata della storia francese ma anche internazionale, grazie alle sue doti di buongustaio e alle sue annotazioni sul “saper mangiare” ritrovate nella sua celebre composizione intitolata Fisiologia del gusto (datata 1825), tradotta e ristampata ad oggi da diverse case editrici.
Uomo di spirito ed epicureo particolarmente mite e dai pensieri brillanti che lo resero celebre al suo tempo, in cui frequentava assiduamente la crème della società, scrisse anche saggi di carattere giuridico ed economico. E come si evince da questo breve stralcio tratto dal paragrafo intitolato “Buongustai per predestinazione”, per Brillat-Savarin il buongusto, non a caso, rappresenta una sorta di “classe sociale” elettiva. Estimatori del cibo si nasce o si diventa? A voi l’ardua sentenza.
Scritto da Redazione ProDiGus
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