La melanzana rossa di Rotonda DOP

Piccola, rotonda e rossa da sembrare un pomodoro, la melanzana di Rotonda rallegra l’estate lucana tra colore, sapore e biodiversità

La melanzana rossa di Rotonda DOP

Quando mi hanno detto che in Italia esiste una melanzana molto speciale, mi sono chiesto di cosa si trattasse (proprio come don Abbondio nei Promessi sposi si chiedeva “Carneade, chi era costui?”), essendomi personalmente sconosciuta. L’occasione per farne la conoscenza è stata la Sagra della Melanzana Rossa DOP e del Fagiolo Bianco DOP di Rotonda, tenutasi per l’appunto nel comune di Rotonda (in provincia di Potenza) dal 1 al 3 settembre dello scorso anno 2022. 

Ho scelto così di raccogliere per i lettori di Prodigus delle informazioni utili da condividere per conoscere meglio la melanzana rossa: è stato un grande piacere potermi confrontare con Franco Bruno (presidente del Consorzio di Tutela) nonché come alcuni giovani agricoltori incontrati sul posto ed i referenti dell’azienda Il Pollino a Tavola, che trasforma e commercializza prodotti a base di melanzana rossa di Rotonda DOP, davvero particolari da assaporare. Non è mancato naturalmente il confronto con Fabio Campoli, che da tre anni è attivo con la sua azienda Azioni Gastronomiche nella promozione turistica ed anche gastronomica di questa zona lucana al confine con la regione calabra. 

Diciamo subito che la melanzana rossa, detta anche melanzana a pomodoro per la somiglianza con quest’ultimo, si coltiva principalmente ma non solo nel territorio definito dal disciplinare della DOP (Rotonda, Viggianello, Castelluccio inferiore e Castelluccio Superiore: siamo nel Massiccio del Pollino), ma anche nella valle del fiume Mercure (che è tale in Basilicata, mentre in Calabria prima di sfociare nel Tirreno, nei pressi di Scalea, si chiama Lao dal nome dell’antica polis magno greca di Laos) e nel Cilento (zona della confinante Campania). 

Il nome della melanzana rossa DOP deriva ovviamente dal particolare colore rosso/arancio della buccia di questa bacca (il frutto della melanzana, qualunque sia la specie, è una bacca, cioè un frutto carnoso, indeiscente), conferito dall’abbondante presenza di carotene (provitamina terpenica dal cui metabolismo si forma la vitamina A), mentre le striature di colore rosso carico, verdastro, bluastro sono conferite dagli antociani (o antocianine) di cui questa melanzana è molto ricca. 

Non solo: la melanzana rossa (la cui specie d’appartenenza è Solanum aethiopicum, quindi differente dalla melanzana comune che appartiene alla specie Solanum melongena) è coltivata anche in Asia tropicale e in Africa, dove però assume forme e colori diversi dall’ecotipo di Rotonda: ne esistono infatti diverse varietà nel mondo, con forma a pera o altrimenti tozze e allungate, molto amare o molto più colorate di rosso a maturazione, usate sia come piante ornamentali che come alimento, consumate sia a bacca matura che appena matura. Ho usato il termine ecotipo perché tale è la melanzana rossa di Rotonda DOP: essa infatti è l’espressione fenotipica del genotipo della specie in rapporto al particolare ambiente naturale (terreno, clima, acqua) e agrario (tipo di coltivazione praticato dagli agricoltori della zona DOP) dei comuni annoverati nel Disciplinare, per cui solo in tale zona manifesta i suoi noti caratteri cromatici, di forma e di composizione, caratteri che altrove non si potrebbero ottenere. 

Abbiamo citato Asia tropicale e Africa in quanto la prima sarebbe l’area di antica origine di questa specie (India e Cina, al pari della melanzana comune secondo Vavilov), mentre la seconda sarebbe area di espansione a seguito di guerre e commerci, area da cui sarebbe giunta in Basilicata portata dai reduci delle guerre coloniali italiane in Africa (iniziate verso la fine del XIX secolo e terminate all’inizio della seconda guerra mondiale). Dopo un periodo di quasi scomparsa della coltivazione, la melanzana rossa ha ripreso quota a seguito delle indagini nutrizionali che la rendono del tutto particolare rispetto alle altre melanzane. Col passare degli anni la coltivazione della melanzana rossa ha raggiunto, nel territorio dell’attuale DOP, una qualità nutrizionale ed organolettica eccelsa, molto apprezzata anche fuori dal territorio della DOP e limitrofi, sia in Italia che all’estero, tanto da far ritenere giusto ai coltivatori ed estimatori di proporre, nel 2007, il riconoscimento da parte del MIPAAF e della UE della Denominazione di Origine Protetta (DOP), ottenuta nel 2010 con reg. UE n. 624 del 15/7/2010, con approvazione del relativo disciplinare di produzione e creazione del Consorzio di Tutela.

La melanzana rossa di Rotonda, oltre alla forma rotonda e il colore inconfondibile della buccia, ha la caratteristica di avere una polpa chiara dal sapore più delicato di melanzana (rispetto alle più classiche e conosciute a buccia scura): inoltre, le melanzane rosse sono piccole, da 100 a 200 g massimo al pezzo, e la polpa è suddivisa in piccole logge contenenti pochi semi (se non a maturazione avanzata, quando diventa completamente rossa), aromatica (profuma di fico d’India), con la caratteristica di non diventare molto scura ossidandosi dopo il taglio. Prima di consumarle, localmente si usa cospargerne le fette con poco sale lasciandole riposare (eventualmente con un peso posto al di sopra) per estrarre l’acqua di vegetazione in cui si ritrovano le sostanze amaricanti, anche se ciò ci farebbe rinunciare a parte degli effetti salutari dell’ortaggio.

Il lato gentilmente amaro delle melanzane rosse di Rotonda è infatti un vero piacere, benefico ma soprattutto non invasivo al palato. Ciò è dovuto al contenuto di solasonina, in quantità di circa 110 mg/kg contro i 60-70 della melanzana comune, oltre a quella di antociani (750 mg/100g) e polifenoli (come accade ad esempio nelle olive e nell’olio derivato, il cui amaro è dato in particolare dal polifenolo oleoeuropeina, presente anche nelle foglie dell’olivo), tutti contenuti in particolare nella buccia, che per la rossa viene mangiata insieme alla polpa in quanto molto sottile e piacevole sul palato. In più non dimentichiamo mai che il gusto amaro è un elemento prezioso, perché le sostanze che lo determinano sono tutte positive per la salute.

Il disciplinare fissa criteri di coltivazione molto stringenti (preparazione del terreno e trapianto delle giovani piante dopo il semenzaio con determinate caratteristiche, sesto d’impianto cioè distanza tra le file e sulla fila con al massimo piante/ha, tipo di irrigazione, concimazione specialmente organica anche con la pratica del sovescio di leguminose nell’interfila prima del trapianto delle piantine di melanzana, antiparassitari come nell’agricoltura integrata, periodo di raccolta e quantità massima di prodotto per ettaro del prodotto, divieto di diserbo), tanto da non consentire di coltivare la melanzana rossa DOP in serra certamente per evitare di coltivare non in un ambiente naturale ma completamente condizionato (per temperatura, luminosità, umidità, nutrizione delle piante) con raggiungimento di livelli produttivi elevati a detrimento delle caratteristiche organolettiche e nutritive. Essendo una DOP tutte le operazioni di coltivazione e lavorazione dei derivati devono avvenire nel territorio individuato dal disciplinare di produzione.

La melanzana rossa di Rotonda DOP possiede anche proprietà digestive, antiage, lassative, anticolesteroliche, oltre che cosmetiche (è utilizzata nella preparazione di creme e altri prodotti per la cura del corpo e del viso, anche di semplice preparazione casalinga). In cucina, la melanzana rossa di Rotonda è buona da gustare in sottilissime fette sia cruda che grigliata, condita con olio, aglio, prezzemolo e una spruzzata d’aceto, oltre che nelle classiche ricette con le melanzane (impanata e fritta, nei sughi, con la pasta, per farcire o essere farcita variamente, al forno, al tegame, in padella, su bruschette, come contorno per carni o pesci. Ottima anche per le conserve da gustare tutto l'anno, ove mantiene un’ottima consistenza conservando intatti tutti i suoi aromi. 

Note bibliografiche
Depliants del Consorzio di tutela della Melanzana rossa di Rotonda DOP
MUB Rotonda
Bonciarelli, Coltivazioni erbacee, Edagricole
Forte, Dizionario tecnico di agricoltura, Edagricole
AA.VV., Dizionario di agricoltura, Ed. UTET  

Photo by Sara Albano

Scritto da Luciano Albano

Laureato con lode in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Bari nel 1978, ha svolto servizio come dirigente del servizio miglioramenti fondiari della Regione Puglia presso l’Ispettorato Agrario della città di Taranto. Appassionato di oli e vini, ha conseguito il diploma di sommelier A.I.S. e quello di assaggiatore ufficiale di olio per la sua regione

Già specializzato in Irrigazione e Drenaggio dei terreni agricoli presso il C.I.H.E.A.M. di Bari (Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Mediterraneennes), nonché iscritto all'Ordine dei Dottori Agronomi della Provincia di Taranto e nell'Albo dei C.T.U. del Tribunale Civile di Taranto

, da sempre ama approfondire il food e il beverage per metterne in rilievo ogni sfaccettatura.

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