I peccati di vecchiaia di Rossini

Il genio del Barbiere di Siviglia trasformò la passione per la gastronomia in aneddoti, ricette e perfino composizioni musicali

I peccati di vecchiaia di Rossini

Gioachino Rossini – Quatre hors d'œuvre: "Le Beurre" (Tema e variazioni)

Rossini - Quatre hors d'œuvre: Thème et Variations (Anchois) - Riccardo Caramella, piano

Rossini - Quatre mendiants: Minuit sonne - Bon soir Madame (Les amandes) - Riccardo Caramella, piano

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Gioachino Rossini è considerato uno dei più grandi compositori italiani della prima metà dell'Ottocento. Nessun musicista del suo tempo raggiunse un prestigio internazionale, una ricchezza e un'influenza paragonabili ai suoi. Autore di capolavori immortali come Il barbiere di Siviglia, La gazza ladra, Otello e Guglielmo Tell, nel 1829, appena trentasettenne e all'apice della fama, decise sorprendentemente di abbandonare il teatro d'opera.

Dopo alcuni anni difficili, segnati anche da problemi di salute, dal 1855 si stabilì a Passy, allora elegante sobborgo alle porte di Parigi. Qui ritrovò lentamente serenità e ispirazione e, dal 1857 fino alla morte, avvenuta nel 1868, tornò a dedicarsi alla composizione con una produzione completamente diversa da quella operistica. La figura di Rossini è indissolubilmente legata anche alla gastronomia. Le cronache dell'epoca lo descrivono come un uomo brillante, ironico, amante della buona tavola e della compagnia. La sua fama di buongustaio è tale che ancora oggi il suo nome identifica alcune delle preparazioni più celebri della cucina francese.

Tra i suoi amici figuravano grandi protagonisti dell'alta cucina come Marie-Antoine Carême e, secondo una tradizione gastronomica consolidata, anche Auguste Escoffier, che contribuirono a rendere celebri diverse ricette dedicate al compositore. Rossini stesso amava sperimentare ai fornelli e ideò una raffinata insalata di tartufi condita con olio provenzale, mostarda inglese, aceto francese, succo di limone, sale e pepe.
Ancora più famosa è la storia dei Tournedos Rossini, medaglioni di filetto di manzo arricchiti con foie gras e tartufo.

L'origine del nome resta avvolta nella leggenda. Secondo una versione, Rossini chiese allo chef di voltarsi di spalle ("tournez le dos") mentre ultimava il piatto, stanco delle continue discussioni sulla preparazione. Un'altra tradizione attribuisce invece l'espressione al maggiordomo del compositore, che si girava per non svelare il procedimento della ricetta. Numerosi sono anche gli aneddoti legati alla sua passione per la pasta. Si racconta, ad esempio, che un giorno entrò in cucina con una siringa d'argento per riempire alcuni maccheroni con un purè di tartufi prima della cottura, curioso di verificarne il risultato.

Il trasferimento a Passy segnò una vera rinascita artistica. Pur lontano dai grandi teatri, Rossini compose centinaia di pagine per pianoforte, musica vocale e piccoli ensemble, oltre alla straordinaria Petite Messe Solennelle, da lui stesso definita uno dei suoi "peccati di vecchiaia". Gran parte di queste composizioni rimase inedita durante la sua vita e fu raccolta dopo la morte nei celebri Péchés de vieillesse ("Peccati di vecchiaia"), una raccolta di circa 150 brani distribuiti in quattordici album. Si tratta soprattutto di musica da salotto, destinata alle celebri riunioni musicali organizzate nella sua casa di Passy, frequentata da artisti, scrittori, aristocratici e personalità della Parigi del Secondo Impero.

Dietro l'apparente leggerezza di questi brani si nasconde però una profonda sensibilità. Rossini, che aveva attraversato lunghi periodi di depressione e problemi fisici, trasformò l'ironia in una raffinata forma di eleganza artistica. Il ricco vitalizio garantito dal contratto con l'Opéra di Parigi gli consentì inoltre di comporre senza le pressioni economiche che avevano caratterizzato la prima parte della sua carriera. Tra i quattordici album, uno dei più curiosi è il IV volume, intitolato Quatre hors-d'œuvre et quatre mendiants ("Quattro antipasti e quattro frutti secchi"). È un piccolo omaggio musicale alla tavola, dove ogni brano prende il nome da un alimento.

I "mendiants" richiamano la tradizione dolciaria francese composta da fichi secchi, mandorle, uvetta e nocciole, ingredienti simbolicamente associati ai quattro principali ordini religiosi mendicanti: Francescani, Carmelitani, Domenicani e Agostiniani. Gli "hors-d'œuvre" sono invece rappresentati da ravanelli, acciughe, cetriolini sottaceto e burro, trasformati da Rossini in spiritosi pezzi pianistici ricchi di fantasia.
La cucina, del resto, occupava un posto centrale nella vita del compositore. Celebre è una sua frase: «Mangiare e amare, cantare e digerire: questi sono, in verità, i quattro atti di quell'opera buffa che si chiama vita». E quando l'amico Gaetano Donizetti attraversò un momento sentimentale difficile, Rossini cercò di rincuorarlo facendo preparare un dolce semplice ma ricco di canditi e zucchero.

Sulla sua tavola non mancavano mai le eccellenze provenienti da ogni parte d'Italia: panettone e formaggi lombardi, olive ascolane, aceto balsamico e zampone modenesi, mortadella e tortellini emiliani, maccheroni napoletani, tartufi marchigiani e numerose altre specialità regionali, accompagnate da una cantina ricca di vini pregiati. Rossini seguiva con interesse perfino le tecniche di vinificazione, dispensando consigli sulla conservazione e sulla chiarificazione del vino.

Tra gli episodi più noti della sua vita resta la celebre confessione secondo cui pianse soltanto tre volte: alla prima della sua opera d'esordio, accolta dai fischi; dopo aver ascoltato Niccolò Paganini suonare il violino; e quando un tacchino ripieno di tartufi cadde accidentalmente in acqua durante una gita in barca. È un aneddoto che racconta perfettamente il carattere del compositore e il profondo legame che vedeva tra musica e gastronomia. Per Rossini entrambe erano arti capaci di suscitare emozioni, frutto della stessa creatività, della stessa ricerca dell'armonia e della stessa cura per ogni dettaglio. In fondo, come una grande composizione musicale, anche un piatto memorabile nasce dall'equilibrio tra tecnica, fantasia e passione.

Photo made in AI

Scritto da Anna Maria Stante

Diplomata in canto lirico – timbro soprano presso il Conservatorio di Lecce, e docente di musica presso l’istituto comprensivo Madonna della Camera di Monteparano (Taranto).

Appassionata anche di lettura e di cucina, adora cimentarsi sempre in nuovi esperimenti ai fornelli. 



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