Wine lover 3.0

Le evoluzioni del consumatore di vino del nuovo millennio

Wine lover 3.0

Un modello di consumo che annovera aspetti positivi a cui se ne contrappongono altri più critici. Riassunto molto in breve, è questo ciò che emerge dall’indagine di Food Insider – iniziativa che nasce dalla partnership tra Doxa e il mensile Food – in merito all’approfondimento dei nuovi comportamenti nazionali sul consumo del vino.

Se il 52% di un campione di 100 persone intervistate sulle proprie abitudini dichiara di consumare vino più di una volta a settimana, altrettanto interessante è il dato più particolare che racconta, in questo momento stesso, un grande amore per i vini rossida parte degli uomini (ben il 95%) e un forte trasporto per le bollicine da parte delle donne (66%).

Rispetto ai consumatori adulti (più numerosi ed “affezionati” in termini di frequenza di consumo), tra i giovani prevale un consumo concentrato presumibilmente nel weekend, in contesti sociali ma non esclusivamente conviviali.

Una modalità di fruizione del prodotto più simile a quella diffusa per altre bevande alcoliche, soprattutto la birra

E come rispondono gli italiani sull’occasione di consumo preferita? Se l’aperitivo serale si aggiudica il 35% delle risposte, è interessante che gli uomini prediligano fortemente sorseggiarlo a pranzo (59%), benché sia comunque la cenaa confermarsi l’occasione principale di consumo (per il 70% degli intervistati). Il dopo cena si attesta al 19%, 

Sulla tipologia di vini acquistati non vi sono dubbi: quelli confezionati in bottiglie di vetro battono della lunga sia quelli venduti in brikche quelli sfusi. Inoltre, ben il 49% del campione dichiara che gli capiti di acquistare anche vino biologico, dettaglio che denota ancora una volta una crescente attenzione alla qualità delle materie prime da parte dei consumatori nazionali. Il luogo di acquisto prediletto resta il supermercato (77%), con ancora una bassissima percentuale di clienti affezionati alle enoteche (10%). 

Ma il dato più caratteristico evidenziato da questa indagine, è sicuramente la cresciuta attenzione (e conoscenza) verso la qualità e la tipologia del vino: per il 45%, nella sua scelta conta la presenza del marchio DOC/DOCG, a pari merito con la fedeltà alla tipologia di vino preferita. Si rivela alta anche la fedeltà al marchio del produttore, indicata dal 31% del campione. 

Scritto da Redazione ProDiGus

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