Torte iperrealistiche

Ancora una nuova frontiera della pasticceria di tendenza che fa impazzire i social: le torte che non sembrano torte!

Torte iperrealistiche

Superato il cake design tradizionale, fatto di torte a più piani ricche di riccioli di cioccolata e fiorellini di zucchero, le nuove frontiere della pasticceria artistica si spingono ben oltre, per arrivare alle cosiddette torte iperrealistiche o torte scultura (come le definisce Debbie, designer atipica che realizza torte “su misura”). Dolci modellati in modo da sembrare “altro” da quello che sono, purché reali: cibi, personaggi famosi, accessori, animali: sono le illusion cake, la nuova moda che impazza nei laboratori di cucina e che è diventata la vera tendenza food del momento. 

Oggetti di uso quotidiano che non sono quel che sembrano: pizze farcite, panini e sushi, bicchieri di latte e tazze di cappuccino, tacchini ripieni, hot dog, hamburger e patatine, taglieri di verdure, saponette, borse d’alta moda e oggetti d’arredamento, tutti perfettamente e rigorosamente riprodotti che, al primo taglio, rivelano con stupore di essere delle dolcissime e gustose torte. I pasticceri designer non si limitano più a preparare dolci buoni e raffinati, miscelando sapientemente farina e zucchero, uova e burro, ma si cimentano in modo sempre più ardito nella creazione di torte spettacolari.

Illusioni ottiche autentiche, belle da vedere e buone da mangiare: lattine, buste di patatine, automobiline, borse, scarpe, gioielli, sembrano oggetti veri ma non lo sono. Dopo il primo taglio, infatti, ecco apparire magicamente il pan di spagna, la crema, il cioccolato e le marmellate, la pasta di zucchero e la crema al burro: tutti ingredienti indispensabili per realizzare queste vere e proprie opere d’arte. 

E’ nel fondant però che risiede il segreto e l’ingrediente fondamentale delle torte “ingannevoli”. Si tratta infatti di una pasta super malleabile, modellabile, su cui si può incidere e dipingere con facilità grazie all’ausilio dei coloranti alimentari. Con il fondant si ricopre la torta (in genere una sponge cake, torta simile al pan di spagna ma ricchissima di burro, non montata e pertanto più compatta o la versione al cioccolato detta mud cake), sagomata in modo da imitare l’oggetto che si desidera replicare e alla quale si aggiungono via via tutti i dettagli iperrealistici fino a renderla quello che non è. 

Proprio come la raindrop cake, la torta trasparente e leggera come una goccia d’acqua a base di acqua e alghe agar-agar realizzata da Darren Wong, un pasticcere newyorchese di origini nipponiche.

Tra i cake designer del momento merita di essere citata tra gli altri: Tuba Jackil, pasticcera turca, diventata famosa per la realizzazione delle iconiche ciabatte americane in gomma, e per la riproduzione del celebre dipinto di Jan Vermeer, La ragazza con l’orecchino di perla, torte che le sono valse riconoscimenti e popolarità a livello internazionale. Suo è anche il video, ormai diventato virale, in cui la chef turca presenta un coltello che sta per tagliare oggetti di uso comune per poi rivelare, al primo taglio, che in realtà si tratta di vere torte. Si possono ammirare straordinarie creazioni: un rotolo di carta igienica, una saponetta con tanto di schiuma, un flacone di detergente, una spugna per lavare i piatti, tutti rigorosamente dolci. Un altro pasticcere celebre per le sue creazioni ‘ingannevoli’ è Luke Vicentini che propone, tra le sue opere, torte a forma di accendino, di borsa in cuoio, di cubo di Rubik, di scarpa da ginnastica. Celebrità nel mondo delle torte illusorie è anche Debbie Goard, nota come Debbie Does Cakes, che modella personaggi come Baby Yoda, oppure pacchi postali, bottiglie di spumante. 

C’è anche chi va oltre e si spinge nel noir come Katherine Day che, a New York, realizza torte macabre: occhi, dita, teste mozzate con tanto di sangue/salsa ai lamponi; i suoi dessert non sono realistici solo nell’aspetto esterno, ma riescono ad essere disgustosi e impressionanti anche al taglio grazie ad una cura maniacale dei particolari. La passione della designer nasce infatti dall’interesse per la scienza in generale e da una attenta e rigorosa ricerca sui dettagli anatomici. 

Scritto da Redazione ProDiGus

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