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Scopriamo la curiosa torta salata a base di pesce che allieta le tavola la notte del 23 dicembre in Cornovaglia
Le contee a sud-ovest dell’Inghilterra si protendono nel mare come un braccio teso la cui mano è la Cornovaglia, la più lontana da Londra, in cui sopravvivono ancora tante radicate tradizioni locali. Nessuna località dell’intera Cornovaglia dista più di 40 chilometri dal mare, e perciò è sempre stata una terra di navigatori e pescatori - fino a quando il turismo non ha preso il sopravvento sulla pesca.
In tempi lontani, nelle miniere della Tin Coast si estraevano lo stagno e il rame che hanno lasciato un’eredità gastronomica nel “cornish pastry” che era la colazione dei minatori; un fagottino di carne e verdure racchiuse in un involucro d'impasto in forma di mezzaluna, facile da portare a lavoro, che oggi è riproposto nei fast food locali. La Cornovaglia per secoli ha conservato i caratteri identitari di un popolo che originariamente parlava il cornico, una lingua celtica legata al gallese e al bretone. Di questa lingua restano tracce che negli ultimi anni si è cercato di recuperare.
Secondo una leggenda controversa, l’ultima donna di madrelingua cornica, la pescivendola Dorothy Pentreath affettuosamente chiamata Mrs Dolly, nacque e visse nel villaggio di Mousehole. Divenne un personaggio emblematico di cui si raccontavano diverse storie, e secondo alcuni era addirittura una strega. Mousehole si affaccia sulla Mount’s Bay - l’insenatura della Manica di cui nel 1200 fu il porto principale - e sembra pure che sia stato il molo più antico della Cornovaglia. Questo villaggio sferzato dai venti e colpito dalle mareggiate per molti secoli è stato abitato da famiglie di pescatori le cui barche affollavano il porto, mentre oggi la sua economia è basata principalmente sul turismo ed è un rifugio preferito da vari artisti.
Lo scrittore gallese Thomas Dylan che vi trascorse la luna di miele definì Mousehole “il villaggio più delizioso dell’Inghilterra”; all’interno delle banchine del porto ci sono due piccole spiagge sabbiose a cui si può accedere solo quando c’è la bassa marea e una lunga spiaggia di ciottoli che si protende verso est. In passato tutta la Cornovaglia esportava sardine perfino in Italia; le “pilchards” - come le chiamano da queste parti - erano un alimento base per le famiglie dei pescatori. E proprio ad una antica leggenda legata alle sardine è stata dedicata la grande festa che dal 1963 si svolge ogni anno a Mousehole nel giorno del 23 dicembre, la Tom Bewcock ‘s Eve.
Questa festa celebra la memoria della figura leggendaria di Tom Bewcock, un pescatore del villaggio che nel 1500 durante una carestia osò sfidare il mare in tempesta per fornire il pesce agli abitanti affamati. Era proprio la notte del 23 dicembre quando l’ardito pescatore riuscì a rientrare in porto, secondo alcuni con sette tipi di pesce diversi, secondo altri con sette grosse sardine. Le donne del villaggio prepararono con questi pesci una torta salata che poté sfamare tutti gli abitanti di Mousehole. Questa torta chiamata Star Gazy Pie o Stargazy Pie è divenuta popolare insieme al personaggio di Tom Bewcock negli anni ’20 del secolo scorso attraverso il giornale Old Cornwall, nato in Cornovaglia nel 1925.
La storia dell’ardito pescatore di Mousehole ha ispirato il libro per bambini dal titolo “The Mousehole Cat”, pubblicato nel 1990 dalla scrittrice inglese che si firma Antonia Barber ma il cui vero nome è Barbara Anthony. In questa favola la gatta Mowzer segue il suo padrone Tom nella leggendaria impresa e riesce a placare la tempesta scatenata dall’ira del Gatto delle Tempeste consentendo il ritorno della barca in porto. Ma arriviamo alla ricetta della Stargazy Pie, l’eccentrica torta salata nata dal mito di Tom Bewcock che è simbolo del villaggio e al centro della festa del 23 dicembre: uno scrigno di pasta fatta con farina, burro, acqua ghiacciata e sale con un ripieno a base di pesce di vario tipo tra cui le immancabili sardine.
Il ripieno si ottiene facendo anzitutto rosolare la pancetta di maiale ed eliminandone il grasso in eccesso. In un altro tegame si fa appassire la cipolla tritata nel burro e si aggiungono pezzi di vario pesce diliscato che può essere merluzzo, nasello, merlano, eglefino e altro. Una volta cotto, il pesce si tiene in caldo e si prepara una crema non troppo densa con del brodo, la crème fraîche, mostarda, succo di limone, prezzemolo, uova sbattute e sale. Sul fondo di una teglia si pone il primo disco di pasta stesa sottile e si dispongono nell’ordine il pesce, la pancetta, uova sode a fette, sale, pepe e la panna acida. In una versione altrettanto comune si aggiungono al ripieno anche delle patate lesse a cubetti.
In ultimo, si dispongono sulla torta le sardine intere, eviscerate e spennellate con la mostarda. Sul disco superiore della sfoglia di pasta che chiude la torta si producono quindi dei tagli per far uscire le teste e le code delle sardine, che così sembrano spuntare fuori dal mare; con i ritagli di pasta si realizzano delle stelle e una mezza luna che sulla torta sembrano gli astri che si riflettono sul mare nella notte. Occorrono circa 45 minuti nel forno perché la Stargazy Pie sia pronta e ben dorata in superficie; la si fa raffreddare prima di consumarla come piatto unico oppure accompagnata da formaggi e verdure, una salsa chutney o semplicemente del succo di limone.
Esistono delle varianti della torta che a volte ha l’involucro in pasta sfoglia e il ripieno di gamberi oppure di carne di coniglio o di montone al posto del pesce, ma la vera Stargazy Pie è indubbiamente quella ripiena di pesce con le sardine a vista. Il 23 dicembre, l’antivigilia di Natale, è il Natale per gli abitanti di Mousehole; il villaggio si colora di luminarie con diverse migliaia di lampadine che disegnano le imbarcazioni e il Natale nel porto e nelle strade del borgo.
Per le strette vie tra i tanti turisti e visitatori si ergono enormi lanterne a forma di sardina e di barca a vela, gli adulti e i bambini del luogo si travestono da pirati o da pescatori mentre si intonano canti popolari tipici della Cornovaglia tra cui quello dedicato a Tom Bewcock pubblicato sull’Old Cornwall del 1927. Questo evento che unisce tutta la comunità locale nel ricordo della fine della carestia del 1500 è un’esperienza da condividere per un Natale diverso in cui si mangiano le castagne arrostite a due passi dal mare e poi i frutti di mare freschi, i pasticci di carne e il cornish pastry, si beve birra ma soprattutto si gusta la vera Stargazy Pie, servita gratuitamente da Tom Bewcock impersonato da un pescatore locale nel più antico bar del villaggio in cambio di una offerta volontaria per beneficienza
Photo made in AI



















































































































































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