Una vita per la vita!
In pochi sanno che non andrebbero accartocciate dall’alto verso il basso, ma appiattite seguendo la loro lunghezza
La raccolta differenziata è un imperativo categorico. Continuare a gettare tutti i rifiuti nello stesso cestino, premesso che questa operazione sia ancora possibile, per fortuna solo in alcuni comuni, è un danno per l’ambiente e un colpevole spreco di risorse.
Sul come si differenzia, le istituzioni, i comuni in primis e le associazioni ambientaliste fanno molta informazione. Non basta evidentemente, perché siamo ancora in troppi ad ignorare, tra le altre cose, quale sia la maniera corretta di riporre una bottiglietta di plastica nell’apposito contenitore.
Quante volte abbiamo visto accartocciarla a fisarmonica, prima di vederla consegnata al cassonetto per la raccolta della plastica?
In realtà quello è un gesto che non aiuta gli addetti ai lavori, in fase di selezione del materiale da destinare al riciclo. Le bottiglie di plastica per l’acqua o per le altre bevande sono generalmente in PET; in PVC quelle per flaconi e tubi; mentre pennarelli e vaschette sono in PP e i sacchetti in PE. E per ciascuna tipologia di plastica i comuni possono disporre modalità di raccolta differenti.
Il PVC delle bottiglie va schiacciato seguendo il lato lungo, quindi appiattito e non accartocciato dall’alto verso il basso. Questa operazione apparentemente banale serve a non rovinare le fibre della plastica e a rendere più veloce e più agevole il lavoro delle macchine che separano i rifiuti. Così accartocciate, le bottiglie potrebbero non essere riconoscibili dai sensori e scartate.
Le indicazioni su come smaltire gli altri rifiuti variano da città a città, ma esistono delle linee generali valide per tutti i comuni. Un altro degli errori che si fanno più frequentemente riguarda i cartoni della pizza, c’è chi li ripone tra le confezioni dei biscotti, tra i cartoncini ondulati, nel contenitore della carta. Corretto, solo se sono puliti, vale a dire nuovi. Sporchi vanno nell’indifferenziata, così come piatti e bicchieri di plastica usati e non compostabili. Idem per i giocattoli, che andrebbero consegnati in uno dei centri di raccolta dei rifiuti speciali della propria zona di residenza; sono realizzati con una plastica che al momento non può essere trattata come quella delle bottiglie in pet o pvc.
Avanzi di cibo e pane, scarti di frutta e verdura, fondi di caffè, gusci di uova, filtri di camomilla, tè e tisane, gusci di frutta secca, piante, erbe, fazzoletti e tovaglioli non stampati trovano invece la loro destinazione ideale nel cestino dell’organico. Infine, oggetti come flaconi che hanno contenuto sostanze potenzialmente tossiche vanno nell’indifferenziata, mentre pile e medicinali scaduti possono essere depositati negli appositi contenitori presenti in alcuni negozi di elettronica e nelle farmacie. Per qualsiasi dubbio, si può comunque consultare il portale dell’azienda municipale per l’igiene urbana della propria zona di residenza.
Fonti:
Scritto da Redazione ProDiGus
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