In onda venerdì 5 ottobre in seconda serata su Rete 4
Il cioccolato dal ripieno che riprende il gusto mediorientale non è cosi "sano": lo hanno rivelato alcune analisi che sconsigliano il consumo
Spesso c’è da chiedersi il motivo della grande popolarità che raggiunge un prodotto grazie ad influencer e social. Guardiamo ad esempio al cioccolato di Dubai, tanto costoso quanto ricercato in ogni dove. Ma quanto ne sappiamo su come è fatto? Diciamo intanto che questo prodotto è stato ideato nel 2021 negli Emirati Arabi Uniti dall’azienda Fix Dessert Chocolatier, che non riteneva dovesse raggiungere un successo mondiale. Eppure, nei mesi di novembre e dicembre del 2024, la gente era in fila presso i punti di rivendita dell’azienda Lindt che ha deciso di portarlo in Svizzera in una versione più commerciale.
L'operazione di lancio della Lindt Dubai Chocolade si è basata sulla sua unicità, in quanto prodotto artigianale e dagli ingredienti esclusivi, dalla produzione inizialmente limitata e dal costo esagerato, tutti motivi che inducono il consumatore a ritenerlo davvero speciale. Ma come è fatto? Una tavoletta di cioccolato di Dubai consiste di un guscio di cioccolato al latte o fondente, decorato con colate di cioccolato bianco e a volte con motivi colorati, il cui ripieno è fatto con pasta kataifi, crema di pistacchio e salsa tahina. La kataifi è una pasta a base di farina e acqua confezionata in sottilissimi spaghetti simili a fili di seta o capelli d’angelo, adoperata largamente nella cucina dei Paesi dell’Est asiatico soprattutto nei dessert tra i quali il famoso kanafeh.

La pasta kataifi è un prodotto adatto ai vegani e ai vegetariani, ma è ipercalorico perché contiene una buona dose di burro o margarina oppure olio di palma. La tahina è una pasta densa fatta coi semi di sesamo tostati, macinati e mescolati all’olio di sesamo, molto usata come condimento in tutto il Medio Oriente sia nei piatti dolci che in quelli salati. Questi ingredienti esotici non sembra abbiano nulla di strano, se non il fatto che si trovino tutti dentro una tavoletta di cioccolato dando vita ad un risultato estremamente calorico.
Nel dicembre del 2024, la rivista indipendente Il Salvagente ha reso pubblici i risultati delle analisi compiute su alcuni campioni di cioccolato di Dubai provenienti dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Turchia dal CVUA , l’ufficio statale addetto al controllo della qualità e della sicurezza dei prodotti alimentari nella città di Stoccarda e nelle sue sedi di Friburgo e Sigmaringen. La metà di questi campioni conteneva quantità superiori alla norma di 3-MCPD e di esteri glicidilici, sostanze ritenute cancerogene e genotossiche che si formano durante il processo di raffinazione degli oli vegetali come ad esempio l’olio di palma, specialmente se di bassa qualità.
Oltre a ciò, si è riscontrata la presenza di coloranti azoici non dichiarati in etichetta e la percentuale di pistacchio pari al 44% dichiarata in etichetta era stata calcolata sulla crema di pistacchio che contiene zuccheri e grassi mentre il vero pistacchio era presente in percentuale pari all’1%. Infine, riguardo alla tahina, in essa il sesamo è risultato presente in quantità elevate e anche in questo caso il mancato riscontro in etichetta rappresenta un rischio per i soggetti allergici.
E va bene il fascino dell’esotico e della moda del momento, ma è giusto sapere quello che si mangia e, in casi come questo, non andare oltre la tipica prova per curiosità del prodotto. Secondo gli esperti tedeschi questo cioccolato non si dovrebbe consumare. Dal 1° gennaio 2025 il Regolamento UE, sentito il parere dell’EFSA (European Food Safety Autority) e tenendo conto delle analisi effettuate sul cioccolato Dubai (e probabilmente anche in altri prodotti), ha stabilito nuovi limiti per il 3-MCPD e i suoi esteri negli alimenti per neonati e bambini. Per consentire però gli adattamenti alle aziende produttrici ha consentito che le tavolette restino sul mercato fino alla data di scadenza o fino al termine minimo di conservazione.
Photo via Canva
Scritto da Redazione ProDiGus
Il nostro staff in costante elaborazione e ricerca di informazioni utili e attendibili nel mondo del food&beverage



















































































































































0 Commenti