Inauguriamo questa sezione di Prodigus con le domande della redazione a Fabio Campoli!
Un prodotto sostenibile, a ridotte emissioni di anidride carbonica e adatto a molteplici usi in cucina: ecco l'olio di alghe, già sbarcato in USA
Quello della sostenibilità oramai è divenuto un tema caro alle coscienze dei più, si fonda su tre dimensioni fondamentali, quella sociale, quella economica e quella ambientale. Quest’ultima comprende tutti quei fattori che riguardano la tutela e il rispetto dell’ambiente, mantenendone qualità e riproducibilità delle risorse.
Nelle cucine di tutto il pianeta, l’olio vegetale è un ingrediente base. La produzione mondiale deriva in modo principale da palma, soia, colza, girasole, arachidi e dall’olivo coltivato e apprezzato particolarmente nell'area mediterranea. In questo panorama, l’olio di alghe può rappresentare una nuova alternativa, decisamente sostenibile e poco impattante sulla salute del nostro pianeta.
Bisogna in primis fare una distinzione tra macroalghe edibili - già utilizzate nelle cucine orientali come spirulina, nostoc, kombu, wakame, nori, e consumate tal quali - diverse rispetto alle microalghe unicellulari, note come alghe verdi-azzurre. L’olio di alghe viene prodotto principalmente dal genere Schizochytrium: da queste ultime, coltivate in bioreattori, tramite fermentazione alimentata con zuccheri di scarto, in soli 3 giorni l’olio arriva a costituire circa l’80% in peso dell’alga. Le stesse vengono poi raccolte e "spremute" tramite centrifugazione, attraverso la quale si separa la parte grassa dal resto della biomassa.
L’ottima resa, associata alla non necessità di sfruttamento di terreni e ad un emissione di anidride carbonica pari alla metà di quella prodotta dalle coltivazioni di avocado o della colza, rendono l'olio di alghe un'alternativa vegetale sostenibile ed interessante anche per le proprietà qualitative, organolettiche e funzionali per la salute. L’olio di alghe è una ricca fonte di omega 3, con un elevata concentrazione di DHA, EPA e acidi grassi insaturi essenziali indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo, che vanno introdotti necessariamente attraverso la dieta.
L'olio di alghe rappresenta così un'ottima alternativa all'impiego di olio di pesce come integratore naturale di acidi grassi buoni per la nostra salute: inoltre, non si dimentichi che può soddisfare meglio anche i consumatori d'etica dietetica vegana. Ma in cucina, quali sono le caratteristiche che lo renderebbero interessante? Una delle caratteristiche principali è il punto di fumo, che ricordiamo essere la temperatura a cui l’olio inizia a degradarsi rilasciando sostanze tossiche come l’acroleina, che è maggiore rispetto all’olio di oliva.. Questo renderebbe l'olio estratto dalle alghe adatto alle fritture, alle brasature, alle cotture in forno.
Inoltre - a dispetto di quel che si potrebbe pensare - il sapore dell’olio d’alga è neutro, leggero, con un accenno di note burrose, rotonde e dal finale fresco sul palato: questo fa sì che non prevalga sul sapore degli altri ingredienti del piatto. Eccelle inoltre nelle emulsioni e nelle salse a freddo in genere, che risultano più soffici. Per il momento ne hanno dichiarato l'uso alcuni grandi chef del panorama statunitense: non ci resta che attenderne l'arrivo anche sul mercato italiano per non lasciarsi scappare la prova, ma come spesso accade sarà difficile "trovare spazio" e scalzare il primato dell’olio d’oliva nel nostro paese.
Nonostante i rincari dovuti alle scarse produzioni, quest’ultimo costituisce per noi un alimento-condimento indiscutibile, radicato nei nostri gusti, nei territori di cui delinea il paesaggio, simbolo della cultura gastronomica mediterranea e soprattutto di quella pace che dovrebbe essere il condimento principe di ogni popolo.
Photo made in AI
Scritto da Francesca Di Giammarco
Buongustaia di nascita, gastroamatrice per indole, la sua curiosità per le materie prime, le preparazioni e il mondo del food la fanno approdare a scienze e culture enogastronomiche all'Università di Roma Tre. Da qui in poi, il "menù" delle sue esperienze è sempre in nuova e appassionante costruzione.



















































































































































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