Il vino diventa… spaziale

Dodici bottiglie di vino del Lussemburgo sono state inviate alla stazione spaziale internazionale, per diventare oggetto di studio

Il vino diventa… spaziale

Potrebbe chiamarsi astrovino o vinonauta: dodici bottiglie di vino sono state lanciate nello spazio, in nome della sperimentazione scientifica. Destinazione: la Stazione spaziale internazionale (ISS). Si tratta di vino prodotto da un’azienda che ha sede in Lussemburgo. Verrà certo stappato, quando arriverà il momento, ma non per arricchire i pasti dei cosmonauti, piuttosto per essere esaminato.

Le bottiglie hanno viaggiato attraverso l’atmosfera terrestre a scopo scientifico. Serviranno, come chiariscono le fonti, per studiare gli effetti della microgravità e delle radiazioni spaziali, sul processo di invecchiamento.

Tra le speranze di chi ha avuto l’idea di lanciare il vino nello spazio, c’è quella di poter dare vita a nuovi sapori, nuove proprietà, a vantaggio dell’industria enogastronomica e degli estimatori del nettare.

Il progetto prevede che altrettante bottiglie siano a disposizione dei ricercatori che lavorano sulla Terra, per poter fare, nei tempi previsti (dovrebbe trattarsi di un anno) un confronto tra i due lotti. Quello che ha viaggiato nello spazio e quello rimasto con i fondi (di bottiglia) per Terra.

I 24 campioni resteranno sigillati e saranno conservati ad una temperatura di 64 gradi Fahrenheit, cioè quasi 18 gradi centigradi. Ci si aspetta che il vino spaziale abbia un sapore diverso da quello che non è mai stato sulla Stazione internazionale.

Il lancio sarebbe avvenuto all’inizio di novembre, da Allops Island, in Virginia, negli Stati Uniti. Ad occuparsi del prezioso carico e dell’insolito viaggio è stata l’azienda Space Cargo Unlimited. Il razzo a bordo del quale il vino è volato nello spazio è stato costruito da Northrop Grumman, una società americana che opera nell’ambito aerospaziale e della difesa. Il pacco spedito all’ISS pesava all’incirca quattro tonnellate e conteneva anche alcune parti di auto sportive e un forno, con gli ingredienti per preparare i biscotti con le gocce di cioccolato fondente. Faranno parte del progetto anche i dolci o serviranno ad allietare il tempo del “relax” sulla Stazione spaziale? La parola tempo sarà adatta, in questo caso?

Quel che è certo è che fra un anno, le bottiglie oggetto dello studio saranno stappate ed esaminate. Non resta che attendere i risultati e lavorare di fantasia, immaginando nuovi nomi per ipotetici nuovi vini. Magari qualcosa che suoni come polvere di stelle.


Fonte: La Repubblica

Scritto da Redazione ProDiGus

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