il frutto del miracolo

La magia del gusto dolce racchiuso in un piccolo frutto rosso in realtà insapore: scopriamo da dove proviene e le sue particolari proprietà

il frutto del miracolo

Sapete bene quanto amiamo farvi scoprire doni della natura poco conosciuti, perché tipici di realtà geografiche lontanissime e di altre tradizioni culturali e gastronomiche: il cosiddetto frutto del miracolo è certamente iìfra questi. Pochi di voi lo conosceranno, o magari vedendolo lo avranno erroneamente confuso con le bacche di goji o con le più note giuggiole cui assomigliano nell’aspetto. 

Il frutto del miracolo deve la sua denominazione decisamente particolare al contenuto di una sostanza chiamata miraculina. È la drupa che origina dall’arbusto sempreverde Synsepalum dulcificum, appartenente alla famiglia botanica delle Sapotacee (di cui si ha traccia per la prima volta nella storia nel Settecento nelle zone dell’Africa occidentale, come documentato dall’esploratore francese Etiènne Renaud des Marchais). I frutti piccoli e tondeggianti, della grandezza di un acino d’uva, sono praticamente insapore, ma quando vengono masticati hanno il conseguente potere “miracoloso” di rendere dolce la percezione del gusto di ogni tipo di alimento acido o amaro consumato subito dopo (e fino ad un’ora circa a seguire). 

La miraculina che tanto rende speciale questo frutto è infatti una glicoproteina (isolata relativamente di recente, nel 1968) che si lega ai recettori del dolce presenti sulla lingua e a contatto con alimenti acidi o amari sovraccarica gli stessi recettori attivandoli in modo che inviino segnali di gusto dolce, modificando così il senso del gusto per un periodo di tempo limitato. 

Le bacche, rosse e oblunghe, dalla polpa consistente di colore bianco-rossastro che avvolge un unico seme nero, oltre ad essere un vero e proprio dolcificante naturale, hanno anche ottime proprietà antiossidanti e salutistiche in genere grazie all’elevato contenuto in flavonoidi, ammidi, alcaloidi, fitosteroli, lignine, terpeni e acidi fenolici. 

I frutti del miracolo sottoposti ad essicazione sono considerati un novel food, che è stato anche recentemente autorizzato dall’EFSA (European Food Safety Authority)  per l’uso nella produzione di integratori alimentari (cit. il regolamento UE 2021/1974 autorizza l’immissione sul mercato dei frutti essiccati di Synsepalum dulcificum quale nuovo alimento a norma del regolamento UE 2015/2283 del Parlamento e del Consiglio europei). La quantità di prodotto autorizzato come ingrediente di integratori alimentari, per la sola popolazione adulta, è di massimo 0,7 grammi al giorno. Sono infatti in corso studi sull’opportunità di un uso allargato ad altre fasce della popolazione, compresa quella affetta da diabete per la quale ci sono pareri scientifici contrastanti.

Inoltre, la stessa Autorità europea, autorizzandone l’uso, non ne approva la brevettabilità in quanto si tratta di un alimento naturalmente disponibile in natura e pertanto non assimilabile e comparabile al concetto di diritto di proprietà industriale come è accaduto nella richiesta di alcune aziende che ne avevano rivendicato un brevetto in forma privata. 

La Comunità Europea esclude, infatti, specificamente ogni varietà vegetale e ogni razza animale dall’ambito del materiale brevettabile. Questa è una garanzia per l’umanità e per l’equa distribuzione delle risorse biologiche che rappresentano un patrimonio collettivo
 

Scritto da Viviana Di Salvo

Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.

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