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Il freddo elimina i parassiti, ma non batteri e virus. Ecco i rischi del non leggere bene le etichette
Dalle cucine domestiche fino a quelle professionali, è ancora molto diffusa una convinzione errata: il fatto che un gambero sia venduto congelato o surgelato lo renderebbe automaticamente idoneo al consumo crudo. Questa idea, apparentemente rassicurante, rappresenta invece uno dei fraintendimenti più pericolosi in termini di sicurezza alimentare. Il congelamento industriale, spesso effettuato a temperature molto basse, è certamente efficace nei confronti dei parassiti, e soddisfa pienamente i requisiti normativi previsti per la bonifica parassitologica.
Tuttavia, fermarsi a questo aspetto significa avere una visione parziale del problema. I parassiti non sono infatti l’unico rischio associato al consumo di prodotti ittici crudi. Il vero nodo critico riguarda la sicurezza microbiologica e virologica. Batteri patogeni e virus, come Salmonella, Listeria monocytogenes, Norovirus o virus dell’Epatite A non vengono eliminati dal congelamento. Il freddo esercita un’azione batteriostatica, non sterilizzante: i microrganismi possono sopravvivere allo stato congelato e tornare attivi dopo lo scongelamento. Di conseguenza, un gambero congelato non è automaticamente un prodotto sicuro da consumare crudo.
Un ulteriore elemento spesso sottovalutato è la destinazione d’uso dichiarata dal produttore. La maggior parte dei crostacei congelati presenti sul mercato è pensata per essere consumata previa cottura. In questi casi, l’intero sistema di controllo e di garanzia della sicurezza si basa sul presupposto che il trattamento termico finale venga effettuato dall’operatore o dal consumatore. Esistono invece prodotti specificamente destinati al consumo crudo o “ready to eat”, ottenuti attraverso processi industriali validati anche per il controllo microbiologico e virologico. Questi prodotti seguono logiche, standard e responsabilità completamente diverse rispetto ai semplici gamberi congelati per uso culinario tradizionale.
Il consiglio pratico, concreto e non negoziabile è quindi uno solo: leggere sempre l’etichetta. Se è riportata la dicitura “da consumarsi previa cottura”, il prodotto non può essere utilizzato a crudo. Solo un’indicazione esplicita di idoneità al consumo crudo o ready to eat autorizza tale impiego. L’etichetta non è un suggerimento, ma un atto tecnico e normativo vincolante. In sicurezza alimentare non si interpreta: si legge, si verifica e si rispetta.
Photo by Redazione Prodigus
Scritto da Sara Albano
Laureata in Scienze Gastronomiche , raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi a Parma (dopo aver frequentato il liceo linguistico internazionale), conseguendo in seguito alla laurea magistrale un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e frequentando infine il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania. Dopo questa esperienza ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl, , dove riesce ad esprimere la propria passione per il mondo dell'enogastronomia e della cultura alimentare in diversi modi, occupandosi di project management in ambito di marketing e comunicazione e consulenza per il food service a 360°, oltre ad essere il braccio destro di Fabio Campoli e parte del team editoriale della scuola di cucina online Club Academy e della rivista mensile Facile Con Gusto.



















































































































































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