Bambù da mangiare

A tavola... come i panda: ecco tutto il buono dei germogli di bambù, da utilizzare in cucina (e non solo) nei più svariati modi

Bambù da mangiare

Oggi parliamo del bambù, una pianta molto coltivata per i suoi mille usi: dal settore tessile e quello della carta, dall’arredamento alla cosmetica, fino all'alimentazione. Coltivare il bambù è una scelta saggia sotto molti punti di vista, ma soprattutto ecosostenibile, perché le piante di bambù assorbono molta anidride carbonica e sono fonte di biomassa.

Oggi in Italia si contano circa 2000 ettari di terra coltivata a piante di bambù, che sembrano pochi se confrontati con quelli dell’est asiatico e del mondo intero. Tra le circa 1000 specie di bambù, sono orientativamente 200 quelle commestibili, tra le quali le più note sono il Bambusa vulgaris e lo Phyllostachys edulis. I germogli di bambù, che si chiamano turioni (proprio come accade negli asparagi), si sviluppano dal rizoma della pianta; in alcune specie giganti possono crescere anche di 1 metro al giorno, e il loro diametro può arrivare anche a 15 centimetri.

La raccolta dei turioni si effettua in primavera o inizio estate, e va fatta a mano per non danneggiare le piante. Per ottenere la parte commestibile dei turioni è necessario rimuovere le guaine esterne che li rivestono e bollirli per renderli più teneri, eliminare l’amaro e le tossine velenose naturali a cui i panda, che se ne nutrono normalmente, sono immuni. I germogli di bambù sono stati definiti tra i migliori superfood, e in effetti si riconoscono molte qualità benefiche per l’organismo. Intanto, sono ipocalorici e utili nelle diete dimagranti. Poi sono ricchi di fibre, di vitamine - in particolare A, B e B6 - e di sali minerali. Hanno un buon contenuto di potassio, utile a ridurre l’ipertensione arteriosa, di silicio che contrasta l’invecchiamento delle ossa e delle articolazioni, e anche di acido folico, che ha proprietà antinfiammatorie e antibatteriche. 

La richiesta dei germogli nel campo della gastronomia è cresciuta vertiginosamente negli ultimi anni, come testimoniano le foto pubblicate sui social e le ricette di cucina vegana e vegetariana in cui compare il bambù. Fino a qualche tempo fa il bambù si trovava solo nei ristoranti di cucina asiatica come condimento o come ornamento del piatto, ma potendolo reperire anche in Europa (non è ormai raro trovarlo anche nei nostri supermercati confezionato in latta o in vetro) possiamo usarlo per preparare piatti semplici o elaborati, ricalcare le ricette asiatiche oppure dare un tocco nuovo alle nostre ricette tradizionali.

I germogli di bambù hanno un sapore delicato che assomiglia leggermente a quello dei carciofi e degli asparagi; quelli tratti da alcune varietà specifiche di bambù hanno il sapore di piselli o patate novelle. La cucina asiatica fa largo uso del bambù. In Giappone il menma preparato con i germogli di bambù cotti in acqua, salsa di soia e zucchero di canna,  è il classico condimento del ramen. In Cina il bambù si serve spesso con la carne di maiale e il luosifen, piatto tipico della città di Liuzhou nel sud del Paese: deve il sapore aspro e piccante del suo brodo ai germogli di bambù fermentati.

In Nepal l’Aloo tama è un curry molto speziato a base di patate, fagioli e germogli di bambù bolliti o fermentati, che in tutta l’India - con alcune varianti locali - si vende per le strade da giugno a settembre, periodo di raccolta; i germogli fermentati invece si conservano anche per mesi. Lo stato indiano dell’Assam da molto tempo a questa parte ha deliziato i palati di grandi buongustai col suo Khorisa maas, un curry di pesce arricchito con i germogli di bambù, chiamati khorisa, colti da una varietà della pianta di bambù locale dalla quale costruiscono anche capanne e tettucci per i risciò.

In Thailandia i no mai (nome dei germogli di bambù in lingua thailandese) sono ingredienti dei curry, delle minestre e delle zuppe (come la tipica Tom Kha Kai), entrano in fritture e in altre pietanze a base di pesce, e spesso anche qui si conservano in salamoia. E qui da noi? I germogli freschi tagliati a fettine in diagonale si aggiungono ad insalate con pomodori, carote e altri ortaggi crudi, ma si possono anche semplicemente condire e gustare da soli con olio e succo di limone. Sono inoltre un buon accostamento a frutti come il mango e la papaia. Sono ingredienti per minestre e risotti, piatti al vapore e, ridotti in purea, possono essere mescolati ai legumi.

E ancora, i germogli di bambù saltati in padella o nel wok si accostano bene a piselli, carote, fagiolini, funghi, e per il condimento si può usare senape, salsa di soia o salsa tamari. I germogli di bambù si possono congelare dopo la bollitura; in commercio si trovano precotti in acqua o in salamoia, sott’olio o sottovuoto, interi o a fette. In Italia ci sono aziende che producono pesti e il sughi pronti con i germogli di bambù. E ancora, la farina di bambù è usata nei burger vegetali e nei prodotti da forno (anche nella pizza): questa polvere si ottiene dalle parti fibrose della pianta e si adopera come addensante in frullati, confetture, pastelle, salse e nei prodotti caseari (soprattutto "vegetali").

Qualcuno si è persino avventurato nella produzione di birra artigianale rifermentata in bottiglia con bambù e frutti esotici. La febbre del bambù potrà forse calare seguendo il ritmo delle mode passeggere, ma è bene poter contare su un ingrediente alternativo che si propone come buono e nutriente. Il 18 settembre di ogni anno si celebra il World Bamboo Day, cioè la giornata mondiale del bambù, organizzata dalla World Bamboo Organization, il cui scopo principale è quello di sensibilizzare le popolazioni all’uso della pianta del bambù come materiale green per l’edilizia, per produrre energia da biomassa, per incentivare l’artigianato e non in ultimo per l’alimentazione. 

Photo via Canva

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi

Altri articoli