Un mondo di frittate

Dalla omelette francese al kuku iraniano, dal khai chiao thailandese alla tortilla spagnola: viaggio tra le frittate più famose nel mondo

Un mondo di frittate

Le omelette sono, come tutti sanno, una delle ricette simbolo della cucina francese. Semplici e veloci da preparare, si realizzano con pochi ingredienti di base – uova, sale e una noce di burro – ai quali talvolta si aggiunge un po’ di latte o panna per rendere il composto più morbido. Possono essere farcite nei modi più diversi: dolci per la colazione oppure salate per antipasti, contorni o veri e propri piatti unici.

La tecnica è ciò che distingue davvero l’omelette dalla frittata. L’omelette francese viene cotta rapidamente in padella e resta morbida e leggermente cremosa all’interno. Una volta pronta, viene farcita e ripiegata su se stessa a mezzaluna o a rotolo. Si serve quasi sempre calda e ogni commensale ha la propria porzione. La frittata italiana, invece, è più spessa e compatta, cuoce su entrambi i lati e spesso viene tagliata a spicchi per essere condivisa; inoltre può essere gustata anche fredda, come accade spesso nei picnic o nelle scampagnate.

Seguendo il filo delle uova possiamo intraprendere un piccolo viaggio gastronomico intorno al mondo, scoprendo come culture diverse abbiano sviluppato piatti sorprendentemente simili. Stabilire con precisione l’origine dell’omelette non è semplice. Alcuni studiosi fanno risalire una sua lontana antenata all’antica Persia, dove esiste ancora oggi il kuku, una preparazione molto simile a una frittata ma con caratteristiche proprie. A differenza delle versioni europee, il kuku utilizza spesso meno uova e una quantità maggiore di erbe o verdure, creando una consistenza più compatta e profumata.

Una delle versioni più popolari è il kuku sabzi, ricco di erbe aromatiche fresche come prezzemolo, aneto, coriandolo, erba cipollina e foglie verdi di porro, a cui si aggiungono aglio e curcuma. Il risultato è un piatto verde intenso e molto aromatico. Il composto viene cotto lentamente in padella con olio o burro chiarificato (ghee) e poi girato come una frittata. In Iran viene spesso servito durante le festività, accompagnato da pane, yogurt o riso.

Nel mondo arabo troviamo un piatto affine chiamato eggah (o ijja), diffuso soprattutto in Egitto e nei paesi del Levante. Anche qui la base è costituita da uova arricchite con erbe aromatiche, verdure e talvolta carne macinata di agnello o manzo. La preparazione può essere cotta in padella oppure al forno e viene servita tagliata a tranci. Alcune varianti includono cipolle, pomodori, peperoni e prezzemolo; in altre si aggiungono farina e lievito per rendere il composto più soffice e voluminoso.

Proseguendo verso l’Estremo Oriente, incontriamo una delle frittate più elaborate della cucina asiatica: il fu rong dan, conosciuto in Occidente come egg foo young. Il nome significa “uovo di fiore di ibisco”, per la forma morbida e arrotondata della preparazione. In Cina e nelle comunità cinesi all’estero questo piatto è estremamente versatile: le uova sbattute vengono cotte con ingredienti che possono variare molto, tra cui prosciutto, pollo, maiale arrosto char siu, gamberi o granchio. Il tutto è arricchito da numerose verdure come germogli di soia, cavolo, carote, cipollotti e funghi. Nella versione diffusa negli Stati Uniti viene spesso accompagnato da una salsa densa a base di brodo, che rende il piatto ancora più saporito.

Una variante affine è il fu yung hai, sviluppato nelle cucine dei cinesi Peranakan, comunità nate dall’incontro tra migranti cinesi e popolazioni locali del Sud-Est asiatico. Questo piatto, oggi molto diffuso in Indonesia e in Malesia, prevede uova sbattute con pollo tritato, gamberi o granchio, cipollotti, funghi e germogli di bambù. Dopo la frittura viene ricoperto con una salsa preparata con brodo di pollo, pomodoro, aglio, peperoncino e amido di tapioca.

In Thailandia troviamo il khai chiao, una frittata soffice e fragrante che accompagna spesso il riso bianco nei pasti quotidiani. Le uova vengono mescolate con salsa di pesce, talvolta con succo di lime o un pizzico di farina di riso, quindi fritte in abbondante olio molto caldo. La tecnica di frittura fa gonfiare il composto creando una frittata leggera e croccante ai bordi, che viene spesso condita con salsa piccante o servita sopra un piatto di riso fumante.

Nelle Filippine è molto popolare la tortang talong, letteralmente “frittata di melanzane”. In questo caso la protagonista non è l’uovo ma la melanzana. Il vegetale viene arrostito intero sulla fiamma o alla griglia fino a quando la buccia si annerisce; poi viene pelato e schiacciato mantenendo il gambo per poterlo maneggiare facilmente. La polpa cremosa viene immersa nelle uova sbattute e fritta in padella. Si serve spesso a colazione o a pranzo con riso bianco e con il caratteristico banana ketchup, una salsa agrodolce tipica della cucina filippina.

Attraverso le migrazioni la tradizione delle omelette ha raggiunto anche gli Stati Uniti, dove è nata la celebre Denver omelette. Questo piatto ha una storia curiosa: nel XIX secolo veniva preparato per i lavoratori della ferrovia transcontinentale e spesso utilizzato per farcire i sandwich destinati ai minatori e ai viaggiatori. La ricetta prevede uova con prosciutto, cipolla, peperone e talvolta formaggio, servite nel pane o accompagnate da patate.

In Europa, uno dei piatti più celebri a base di uova è senza dubbio la tortilla de patatas spagnola, una frittata spessa e sostanziosa che rappresenta uno dei simboli della cucina iberica. Le patate vengono tagliate a fettine o a cubetti e cotte lentamente con cipolle in abbondante olio d’oliva. Una volta morbide vengono unite alle uova sbattute e il composto viene cotto in padella fino a ottenere una frittata compatta che viene girata per cuocere su entrambi i lati. La tortilla si serve spesso a spicchi come tapas, accompagnata da pane e vino.

Anche la Germania possiede una sua versione rustica chiamata Bauernomelette, ovvero “omelette del contadino”. In questo caso si prepara un soffritto di cipolla nel burro a cui si aggiungono patate bollite a cubetti e bacon croccante. Il tutto viene completato con uova sbattute, pomodori, sale, pepe ed erba cipollina. Il risultato è un piatto ricco e sostanzioso, perfetto per una cucina casalinga e conviviale. Esiste perfino una variante dolce di questo piatto: una sorta di omelette preparata con uova, latte, farina e un pizzico di sale, cotta lentamente nel burro e poi farcita con confettura di frutta prima di essere arrotolata, dimostrando ancora una volta la grande versatilità di questa preparazione.

Alla fine di questo viaggio gastronomico diventa chiaro che, in molte parti del mondo, ciò che viene chiamato omelette è in realtà una frittata declinata secondo ingredienti, tecniche e tradizioni locali. Cambiano le spezie, le erbe, le carni o le verdure, ma resta lo stesso principio: uova genuine e tanta fantasia, capaci di trasformare un ingrediente semplice in un piatto universale.

Photo made in AI

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.


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