Conchiglioni farciti con ripieno alla ricotta, gratinati al parmigiano e serviti con salsa al pomodoro Graziella e tre topping differenti con cui divertirsi in tavola
In vista delle gioie della tavola natalizia, abbiamo scovato i versi del poeta napoletano Salvatore Di Giacomo: raccontano un pranzo indimenticabile
Mi ha tanto colpito per la sua grazia, compostezza, garbo e una sottile ironia finale, questa piccola lirica di Salvatore Di Giacomo, poeta, drammaturgo e saggista napoletano (Napoli, 1860 – 1934), del quale molte poesie sono state trasformate in canzoni famose. Pubblicata in “L’Apollo buongustaio” del 2001, almanacco gastronomico ideato da Mario dell’Arco, è una poesia dedicata a due amici di famiglia (Salvatore ed Elisa Lionetti) che avevano offerto un graditissimo pranzo al poeta napoletano, il quale ringrazia esaltando tutte le portate del pranzo e tutti i presenti, compresa la “servetta” di casa. Ironicamente conclude con la richiesta di un litro d’olio almeno: un modo originalissimo per ringraziare e nello stesso tempo chiedere un regalo a ricordo del bell’evento!
Egregio Cavaliere, il pranzo è stato
Di quelli che si chiamano perfetti!
Voi siete il cavaliere più aggraziato
Della nobile stirpe dei Lionetti!
Siete un Lione! E donn’Amalia stessa
è la più dolce e tenera Lionessa!Benedetta la man che il vino antico
In antichi cristalli accorta mesce!
La man che porge il disseccato fico,
la coscia di pollastro e il fresco pesce!
E (come all’uso nostro far si suole)
presenta, a un tratto, aulive e puparuole! (*)Chi potrà mai dimenticar la bionda
genovese, così ben contornata,
la pera in cui, beato, il dente affonda,
e quella pizza dolce impercocata?!
O pizza, o pizza! Specialmente tu!
Ca te teneva nganna ‘a n’anno e cchiù!... (**)Salve o gran cavaliere! E voi felice
ed amabile sposa, industre e lieta,
accettate pur voi quel che vi dice
il vostro devotissimo poeta.
Salve anche tu, tu pur, più che perfetta
del tuo padrone omonima servetta!Gente felice! Che vi sia serbato
un monumento d’oro in Campidoglio!
(e sarà certo assai più meritato
se un litro almen procurerete d’oglio
a chi ricambia con sincero ardore
l’affetto vostro).
Salvatore Di Giacomo
Testo liberamente tratto da “L’ Apollo Buongustaio” 2001, Ed. L’Aura di Roma
Note al testo
(*) olive e peperoni
(**) ti tenevo in gola, ti desideravo fortemente da un anno e forse più



















































































































































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