Il giardino dei frutti

Una poesia di Marino Moretti volta, attraverso i frutti della natura, alla rappresentazione a tutto tondo di una vita minore, ma non minima

Il giardino dei frutti

Il giardino dei frutti

Ecco, dicon questa cosa, ma non so se vera sia,
che un bel fiore è poesia e che il resto è solo prosa.
"Alma" è quella, questa lieta: e non voglio altro sapere.
lo non sono un giardiniere e nemmen forse un poeta.
Dolce il frutto, vago il fiore: e non voglio altro sapere.
Ma mi par che un sognatore gusterebbe le mie pere.
Nani peri ineleganti che tra i fior sorgono gai,
magri peschi rampicanti come piccoli rosai,
giovinetti melograni educati come bossi
che si tengon per le mani aspettando i fiori rossi,
un ciliegio che consola la sfiorente erba cedrina,
qualche ciuffo d'uvaspina per contorno di un'aiuola,
qualche gracile susino, qualche giuggiolo faceto,
ecco dunque il mio frutteto mascherato nel giardino.
Ecco dunque la mia prosa, la mia prosa-poesia:
non vaI dunque qualche cosa questa cosa tutta mia?
Qual mia gioia più sincera se al gentil visitatore
che mi chiede a caso un fiore, glielo do con una pera?
Qual mia gioia pio leggera che nel Cuor non urge o preme
se mi fa cantare insieme rose e pesche di spalliera?
Ecco, dicon quella cosa, ma non par che vera sia,
se già un fil di poesia leghi i giri della prosa.

Marino Moretti 

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 insegna Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .

Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali e collabora, con la nomina di Vice Direttore, alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani.

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