Scoprendo l’acerola

Un frutto piccolo e rotondo, rosso e succoso, che è un vero concentrato di vitamina C: sembra una ciliegia, ma non lo è!

Scoprendo l’acerola

Piccola e tonda (ha un diametro di 1-2 cm), rossa e succosa, dal gusto acidulo: sembra una ciliegia ma non lo è! Comunemente detta ciliegia delle Indie occidentali o delle Barbados, stiamo parlando dell’acerola (Malpighus glabra, della famiglia delle Malpiaghiacee), un frutto che riserva tante sorprese. A dispetto dell’apparenza, infatti, una volta tagliata si presenta  suddivisa in spicchi, proprio come un mandarino. 

Ricchissima di vitamina C (ne contiene dai 1.000 ai 4.500 mg / 100 g a seconda del grado di maturazione, rispetto ai 50 mg / 100 g contenuti nelle arance), facilita l’assorbimento del ferro e la fissazione del calcio nelle ossa, aumenta la resistenza alle malattie infettive ed in generale rinforza le difese dell'organismo per la sua notevole azione antiossidante. Come per molti altri frutti, il contenuto di vitamina C varia in base al grado di maturazione: è più alto quando è l’acerola è acerba e più basso quando è completamente matura. Anche il sapore varia, diventando via via meno acido e più dolce. 

Nella tradizione etnobotanica i frutti di acerola erano usati per curare la dissenteria e i disturbi del fegato, ma anche per abbassare la febbre e prevenire lo scorbuto. L’acerola nasce originariamente e spontaneamente nell’America centrale e meridionale, specialmente in Brasile e Porto Rico, ma è comune anche nel Medio Oriente. L’arbusto è particolare: può crescere fino 8-10 metri di altezza, il tronco è grigio-marrone, incrinato negli esemplari più vecchi, con i rami grigiastri e molto pelosi. Fiorisce da marzo a maggio con fiori bianchi e stami lunghi viola che crescono formando dei mazzetti; il frutto, invece, matura da settembre a novembre. La sua coltivazione non ha particolari esigenze in fatto di terreno e irrigazione, ed è una specie abbastanza resistente anche al freddo.

I frutti dell’acerola hanno una peculiarità: perdono il loro sapore e il loro contenuto nutrizionale molto rapidamente dal momento della raccolta, pertanto è preferibile che siano consumati nel giro di poche ore per preservarne il gusto e le proprietà nutritive. Questa è la ragione fondamentale per la quale l'albero non viene coltivato per la produzione commerciale.

Il frutto fresco è consumato come natural juice o conservato con lo zucchero sotto forma di marmellata limitatamente ai paesi di origine. L’uso generalizzato del frutto avviene, invece, essenzialmente sotto forma di succo o di integratore alimentare naturale. Oltre all’alto contenuto di vitamina C, infatti, l’acerola contiene una interessante quantità di vitamina A, vitamina B (in particolare acido pantotenico), tiamina, riboflavina e niacina, acidi organici, flavonoidi e sali minerali (calcio, ferro e magnesio). 

Proprio per l’alto contenuti di vitamina C, l’assunzione di acerola è sconsigliata a chi soffre di acidità gastrica e di calcolosi (come noto, l’eccesso di vitamina C favorisce la formazione degli ossalati che causano i calcoli). Efficace e piacevole da bere sarebbe indubbiamente il succo fresco e appena estratto; tuttavia questo non è, al momento, ancora reperibile nel nostro Paese, dunque, a meno che non vogliate provare a coltivarla voi stessi, dovrete accontentarvi di estratti venduti pronti (pastorizzati e imbottigliati nei paesi di origine) o da preparare estemporaneamente in casa (utilizzando l’estratto liofilizzato). È possibile anche reperire sul mercato (soprattutto in erboristerie e negozi fitospecializzati) bevande in cui l’estratto di acerola è miscelato al succo di altri frutti.

Il succo di acerola (pronto o da preparare) può essere una ottima bevanda da consumare al mattino, ideale per cominciare la giornata con un pieno di vitamina C e antiossidanti capaci di garantire energia e vigore! Provate a miscelare il succo di acerola con acqua, un paio di cucchiai di sciroppo d’acero e succo di lime, aggiungete qualche cubetto di ghiaccio e il drink è servito!

Scritto da Viviana Di Salvo

Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.

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