Vittoria! Più che un dessert, un vero e proprio inno al successo gastronomico…alla portata di tutti! -
E' ciò che attende i turisti appassionati di gastronomia nel territorio di Brisighella (RA), dove sorge anche un Museo all'aperto dedicato all'olio
Il borgo medievale di Brisighella, a circa 50 chilometri da Ravenna, è uno dei “Borghi più belli d’Italia”, insignito della “Bandiera Arancione” dal Touring Club e di altri riconoscimenti. La visita del paese, dominato dalla Rocca eretta da Manfredi di Faenza, dall’antica Torre dell’Orologio e dal Santuario della Madonna del Monticino, è un salto nella storia e nell’arte, che prosegue anche al di fuori delle mura.
Percorrendo la strada collinare che porta da Faenza a Firenze, lo spettacolo naturalistico di questo territorio è caratterizzato dal verde dei frutteti e dei vigneti, e poco più in alto dagli oliveti schierati in filari a terrazza. L’olivo e la vite sono coltivati fin dall’epoca romana nella Vallata del fiume Lamore. I vari tipi di olio extravergine sono prodotti presso il Frantoio Sociale della Cooperativa Agricola Brisighellese (CAB) fondata nel 1962: qui avviene la molitura delle olive raccolte dai circa 300 soci coltivatori della zona.
Molte piante di olivo di questa zona appartengono a varietà autoctone tra cui la Nostrana di Brisighella - da cui si ottiene l’olio extravergine Brisighello che ha ricevuto il marchio DOP nel 1996 - la Ghiacciola, la Monovarietale Orfana, la Colombina. Nell’ottobre del 2017 è stato inaugurato il Museo all’aperto dell’olio di Brisighella, che si snoda lungo la strada collinare attorno al Frantoio Sociale. Il percorso di 7 chilometri prevede 7 soste facilitate da piazzole lungo la carreggiata, segnalate da appositi pannelli indicativi; si può percorrere sia in auto che in moto o in mountain bike.
Tra i filari dei circa 90.000 olivi spiccano i casotti, piccoli fabbricati dove si possono vedere ancora oggi i coltivatori durante la raccolta a mano delle olive nel mese di novembre. In mezzo a tanto verde ci si imbatte nella Pieve di San Giovanni in Ottavo, che in una cripta ospita un frantoio del II secolo d.C. a testimonianza dell’origine millenaria della coltivazione dell’olivo in queste terre. Tra le piante secolari è suggestivo ammirare il Patriarca, un olivo vecchio di 500 anni. Le soste al Parco del Carnè con la sua oasi naturalistica e le grotte di interesse speleologico della Vena del Gesso, sono legate storicamente alla Via del Borgo, nota come Via degli Asini, una strada sopraelevata chiusa percorsa un tempo dai birocciai che trasportavano il gesso delle cave a dorso di asino.
Brisighella sorge dove più di 6 milioni di anni fa c’era il mare, e le sue rocce di gesso sono frutto dell’evoluzione geologica, così come le acque termali sulfuree e salsobromoiodiche, che fanno del paese un importante centro termale fino dalla metà dell’800. La visita si conclude al Frantoio con la presentazione delle fasi di lavorazione delle olive che porta all’olio in bottiglia. Tra i sapori tipici di Brisighella ci sono i funghi e i tartufi, le castagne e la pera Volpina nella stagione autunnale.
Tra i formaggi c’è il conciato - che viene stagionato all’interno delle grotte di gesso - e il raviggiolo, formaggio fresco molle dal gusto delicato. C’è inoltre la carne dei suini della razza Mora romagnola, da cui si ottengono ottimi salumi, e ancora il carciofo Moretto e lo Scalogno IGP di Romagna. L’offerta turistica include proposte di degustazioni di olio e vino e vari buffet di specialità gastronomiche locali.
L’Emilia Romagna è la terra della pasta ripiena: tortelli, cappelletti e tortellini sono noti a tutti, come anche le versioni tradizionali non ripiene, quali tagliatelle e passatelli. Ma Brisighella ha una sua speciale e unica pasta ripiena: la spoja lorda, ovvero “sfoglia sporca”, che non si trova nei ricettari perché è una pasta di produzione casalinga nata dalla necessità di utilizzare la sfoglia avanzata dai cappelletti. La sfoglia all’uovo, stesa sottile, viene “sporcata” con un ripieno ottenuto da raviggiolo o ricotta mescolato a parmigiano grattugiato, uova e noce moscata. Sovrapposta una seconda sfoglia sulla prima, esercitando una leggera pressione, con una rotella dentellata si ricavano dei quadrati di 2 centimetri, da bollire e servire con brodo di carne e parmigiano grattugiato.
A Brisighella durante l’anno si svolgono la Sagra del Tartufo, Le Delizie del Porcello, la Sagra della Pera Volpina e del Formaggio Stagionato, e nel mese di novembre la più importante Sagra dell’Ulivo e dell’Olio di Brisighella giunta quest’anno alla sua 66esima edizione. Nel mese di aprile di ogni anno, una speciale festa è dedicata alla tipica pasta ripiena, la spoja lorda, con degustazioni ed eventi enogastronomici. Non resta che organizzarsi per un'uscita primaverile fuoriporta alla scoperta di tante bontà!
Photo via Canva
Scritto da Redazione ProDiGus
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