L'ascesa delle vending machines

Storia ed evoluzione dei distributori automatici di cibi e bevande sempre più "evoluti" (a discapito del food service classico)

L'ascesa delle vending machines

Dal primo distributore di acqua santa - risalente probabilmente al I secolo d.C.- fino ad oggi, i distributori automatici hanno visto una evoluzione costante e produttiva e una diffusione a dir poco esplosiva. Il primo modello rudimentale inventato da Erone di Alessandria, matematico e ingegnere vissuto tra il I e il III secolo d.C., aveva lo scopo di limitare lo spreco di acqua santa da parte dei fedeli che visitavano i templi sacri.

Il congegno meccanico di Erone funzionava inserendo una moneta che col suo peso faceva abbassare una leva e quindi aprire una valvola che faceva fuoriuscire l’acqua santa; con la fuoriuscita dell’acqua la vaschetta si inclinava, la moneta cadeva in un raccoglitore e la leva e la vaschetta tornavano nella posizione iniziale richiudendo la valvola di uscita.

Un grande salto cronologico porta da Erone al 1884, anno in cui l’inglese William Henry Fruen brevettò un dispositivo simile e, recatosi in Minnesota, lo perfezionò per imbottigliare acqua fresca e pulita da vendere. Due anni prima Richard Carlile, un libraio inglese, aveva ideato un distributore automatico di giornali che consentiva anche l’acquisto di libri vietati.

Nel 1867 Simeon Denham a Londra brevettò il primo distributore di francobolli e all’inizio del 1880 Percival Everitt pensò ad una macchina che con l’inserimento di una moneta potesse fornire cartoline .Questa macchina presto fu adattata all’erogazione di buste e carta da lettera e così ebbe una grande diffusione negli uffici postali e presso le stazioni ferroviarie. Il 1893 vide la nascita in Inghilterra della prima azienda di vending machines, ma già dal 1888 negli Stati Uniti erano comparsi a New York i primi distributori automatici di gomme da masticare alla frutta e caramelle, e dieci anni dopo i distributori di bevande in lattina.

Il XX secolo vide una ulteriore evoluzione dei distributori automatici: nel 1965 John Greenwick risolse il problema delle monete ideando il distributore azionabile anche con le banconote, e nel 1972 l’azienda Polyvend portò una importante svolta al design delle vending machines per snack o caramelle che, da allora e fino ad oggi, hanno la porta anteriore in vetro. Questa fu una mossa di marketing astuta perchè la vista diretta dei prodotti accresce il desiderio dell’acquisto (anche quello d'impulso, ovvero non previsto) sia nelle persone adulte che nei bambini.

Nel 1987, sempre negli Stati Uniti, comparve il distributore automatico di cibi congelati che subirà successivamente modifiche e perfezionamenti per conservare a lungo i cibi alla giusta temperatura. Ma voliamo in Europa e al giorno d’oggi, dove attualmente - secondo dati rilevati nel 2018 - il rapporto tra vending machines installate e abitanti è di 1 macchina ogni 190 abitanti mentre in Italia, che detiene il primato europeo, ill rapporto è di 1 macchina ogni 73 abitanti con tendenza a crescere.

In Italia nei primi anni del ‘900 giunsero dall’America i distributori di Coca Cola e poi quelli per il caffè espresso: il gusto del caffè a cui non sappiamo rinunciare nel 1963 si poteva soddisfare con una moneta da 50 lire. Nel 1968 si aggiunsero i distributori di merendine e snack e nello stesso anno nacque l’ANIDA ( Associazione Nazionale Italiana Distributori Automatici) allo scopo di regolamentare il mercato delle vending machines tutelando produttori e consumatori.

Dagli anni ’90 fino ad oggi, le evoluzioni delle vending machines sono continue: dall'adattamento per i pagamenti rapidi contactless con carte di credito e smartphone, fino alla possibilità di scegliere cibo precotto riscaldato dal macchinario al momento (tra cui hamburger, panini, hot dog), e ancora la "pizzeria automatica" che cuoce e serve da sola la propria pizza preferita in asporto..

Oggi gli Italiani (soprattutto i più giovani) si servono con grande frequenza dalle cosiddette  “macchinette”; spesso si assiste alla scomparsa di esercizi commerciali i cui locali vengono adibiti a negozi automatici aperti 24 ore su 24 tutti i giorni della settimana . E i distributori si trovano con sempre maggior frequenza anche nelle scuole, negli alberghi, nelle farmacie, negli ospedali, nelle stazioni, negli uffici e altri luoghi pubblici offrendo un servizio veloce e autonomo.

E non finisce qui: i distributori automatici definiti "intelligenti" accettano pagamenti sicuri tramite app dedicate e la scelta ed eventuale personalizzazione del prodotto così come il pagamento avvengono via smartphone, senza toccare la macchina. Inoltre, in America le vending machine hanno iniziato già da tempo a mescolarsi con l'intelligenza artificiale, servendo ad esempio caffè caldo realizzato al momento da braccia meccaniche nell'aeroporto di San Francisco (e non solo).  

Nel corso del tempo e in giro per il pianeta sono state ideate vending machines che vendono di tutto: dalle esche per la pesca ai capi d0abbigliamento, fino ai cosmetici (con macchinari dotati anche di un piccolo spazio  accessorio a disposizione del cliente con tendina, sedia e specchio per il procedere al trucco o alla beauty routine). I distributori di alimenti moderni non vendono più solo caffè, bibite e snack dolci o salati, ma friggono patatine, sfornano pizze e panini, e non mancano le idee "green" dedicate alla distribuzione di pietanze o prodotti vegetariani o vegani

Il futuro delle vending machines è dunque promettente, anche perchè di certo la spesa è inferiore rispetto al recarsi a mangiare/bere in un bar o in un ristorante. Ed è qui che a fare la grande differenza nell'esperienza del consumatore e nella sua scelta, oltre la qualità del prodotto, c'è quella del servizio, che nel panorama globale della ristorazione va purtroppo perdendo colpi.  Ma non è forse sempre meglio sedersi al tavolino di un bar che odora di caffè tostato e calde brioche piuttosto che trovarsi in piedi a trangugiare cibo davanti a un display? Meditate gente, meditate...

Photo made in AI via Canva

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.

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