Frutta esotica…italiana!

Arrivano sulle nostre tavole carichi di colori, profumi e sapori inimitabili: ma non tutti i frutti “tropicali” sono importati

Frutta esotica…italiana!

Tropicale, esotica, bella, colorata e buona: è la frutta regina delle feste, quella delle occasioni speciali, delle tavole imbandite e dei cesti ben auguranti! Una carica di energia, vitalità e gusto per dei frutti che originariamente arrivano da molto lontano ma che ultimamente sono ospiti delle colture nostrane con risultati sorprendenti sotto molti punti di vista.

I frutti esotici che troviamo generalmente al supermercato compiono lunghi viaggi, in nave o in aereo, percorrono chilometri e chilometri e sono raccolti necessariamente acerbi e conservati in celle frigorifere per poter giungere a noi. Tutto questo è l’espressione del mondo globale, della rete che ormai collega tutto e tutti ma che ha, inevitabilmente, un notevole impatto ambientale e sociale, da quelli di largo consumo (banane, ananas, noce di cocco) a quelli di nicchia (lime, mango, papaya, litchi, alchechengi, tamarindo, platano) per arrivare a quelli più ricercati (frutto della passione o maracuja, dragon fruit, jackfruit, carambola, guava, pipino). 

Sempre più consumati oltre che per le proprietà salutari e benefiche anche per la loro versatilità in cucina, i frutti esotici provengono tradizionalmente dai Paesi che si trovano nella fascia compresa tra i due Tropici: Stati del continente africano e dell’America latina ma anche dall’India e dall’Indonesia.

L’Italia, tuttavia, non rappresenta più solo un florido mercato di importazione per la frutta esotica ma è divenuta, negli anni recenti e grazie soprattutto a giovani agricoltori, un produttore di tutto rispetto. Molte varietà tropicali ben si adattano ai terreni e ai microclimi di tante regioni della nostra penisola; la Sicilia e in seconda battuta la Calabria sono al momento le regioni che maggiormente stanno sperimentando la coltivazione di piante e alberi tropicali da frutto.

Le varietà più coltivate in Italia sono l’avocado, il mango, il frutto della passione, la papaya e il litchi. A fare la parte del leone è la Sicilia (dati Coldiretti) con le coltivazioni di avocado (nelle province di Messina, Acireale e Catania), di mango (nei comuni di Balestrate, PA; Alcamo, TP; Caronia, Sant’Agata di Militello, Milazzo e Acquedolci, ME; e di Fiumefreddo di Sicilia, CT); del frutto della passione, dello zapote nero (simile al cachi, di origine messicana), del sapodilla (dal quale si ottiene anche lattice), del litchi. In Calabria fioriscono le colture di avocado (soprattutto nella zona di Gioia Tauro, RC), di macadamia e del frutto della passione. I dati della Coldiretti mostrano che si è passati da pochi ettari coltivati con frutta esotica ad oltre 500, con un incremento di 60 volte nell’arco degli ultimi cinque anni. 

Le ragioni che spingono i produttori nostrani a dedicarsi a queste nuove colture sono sia di tipo qualitativo (per offrire un prodotto di ottime qualità, che non venga sottoposto a viaggi lunghi e costosi e che pertanto presenti migliori qualità organolettiche) che economico. L’elevata richiesta del mercato nazionale ed europeo rendono, infatti, queste coltivazioni più redditizie rispetto alle tradizionali. Inoltre, la scelta di mettere a dimora questa tipologia di piante da frutto è legata anche al cambiamento climatico in atto che rende le aree meridionali del nostro Paese sempre più adatte e propizie. Una indagine della Coldiretti illustra che il 71% dei cittadini sarebbe disposto a pagare di più per avere la garanzia dell'origine nazionale dei frutti tropicali. 

Una scelta motivata dal maggiore grado freschezza, dalla migliore qualità organolettica ma anche dal fatto che l'Italia è al vertice della sicurezza alimentare mondiale, con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,8%), quota inferiore di 1,6 volte alla media dell'Unione Europea (1,3%) e addirittura di ben 7 volte rispetto a quella dei Paesi extracomunitari (5,5%).

Il mercato dei prodotti italiani, inoltre, propone prezzi decisamente competitivi rispetto ai prodotti analoghi di importazione. E’ interessante anche la tendenza dei produttori italiani a garantire la spedizione dei prodotti a 24/48 ore dalla raccolta del frutto, cosa che ne preserva le caratteristiche di gusto e ne permette una raccolta al giusto punto di maturazione. 

Scritto da Viviana Di Salvo

Laureata in lettere con indirizzo storico geografico, affina la sua passione per il territorio e la cultura attraverso l’esperienza come autrice televisiva (Rai e TV2000). Successivamente “prestata” anche al settore della tutela e promozione della salute (collabora con il Ministero della Salute dal 2013), coltiva la passione per la cultura gastronomica, le tradizioni e il buon cibo con un occhio sempre attento al territorio e alle sue specificità antropologiche e ambientali.

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