Santa Lucia in Italia

La festa della luce che ancora oggi si fa portavoce di tante tradizioni sopravvissute: vi raccontiamo quelle del nostro territorio

Santa Lucia in Italia

Festeggiando Santa Lucia si entra già nel clima natalizio, sia perché la festività ricade nel periodo dell’Avvento, sia perché in molte località italiane e in molti paesi esteri la santa è dispensatrice dei classici regali per i bambini, sostituendo in alcuni luoghi Babbo Natale. La santa è venerata sia dai cattolici che dagli ortodossi: per entrambi è sinonimo di festa della luce.

Il nome Lucia deriva dal latino lux, parola che ci riporta appunto al concetto di luce (che per i cristiani è Gesù Cristo, mentre per i pagani era il dio Sole, festeggiato il 25 dicembre, giorno in cui i cristiani decisero di festeggiare la nascita del loro sole, cioè Gesù, sovrapponendo così la festa cristiana a quella pagana, visto che i due credo coesistevano inizialmente). Come passaggio dal buio alla luce era considerata la festa della santa: vi era infatti il detto popolare “Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia”, nel senso che a Santa Lucia la giornata è la più breve dell’anno, in quanto le ore di luce sono minori di tutti gli altri giorni.

Ciò però era vero nel passato, quando vigeva il calendario giuliano: si trattava di un calendario di tipo solare, basato cioè sul ciclo delle stagioni, in cui la durata dell’anno era di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi; fu  elaborato da Sosigene di Alessandria d’Egitto e adottato durante il governo di Giulio Cesare in tutto l’impero Romano). Ai tempi in cui era in vigore questo calendario, il solstizio d’inverno (che coincideva con il giorno con il mattino più corto e la notte più lunga dell’anno) ricorreva proprio nel giorno di santa Lucia (nata a Siracusa e qui morta martire il 13 Dicembre del 304 - 310 d.C. durante la persecuzione di Diocleziano).

Successivamente, il 4 ottobre del 1582, il papa Gregorio XIII decretò che in tutto il mondo cristiano cattolico fosse usato il calendario gregoriano, con il quale si correggevano gli errori dovuti al calendario giuliano nei confronti del calendario civile nel calcolo del tempo annuale: alcuni giorni furono per un anno soppressi totalmente (dal 6 al 12 Ottobre 1582) e il solstizio d’inverno invece di ricadere il 13 Dicembre slittò al 21 (o al 22) di tale mese.

La festa di santa Lucia viene celebrata non solo in Italia ma anche in tanti paesi europei ed extraeuropei, anche se spesso non si festeggia la santa ma proprio il solstizio d’inverno, e quindi il ritorno della luce con il giorno che torna ad allungarsi. Ma che si festeggi santa Lucia o il solstizio, ad essere festeggiata è la luce, intesa a seconda dei Paesi come luce interiore o luce naturale che fa risvegliare la natura, consentendo di raccogliere i prodotti della terra necessari alla vita degli esseri umani (questa era la principale preoccupazione presso le popolazioni pagane).

In Italia la festa principale di santa Lucia è a Siracusa, di cui la santa è patrona: la statua e le reliquie vengono portate in processione, per ricordare anche la leggenda secondo cui la santa pose fine ad una terribile carestia, nel 1646, facendo giungere nel porto della città navi cariche di grano. E con il grano viene preparata in questo giorno la cosiddetta cuccia, una preparazione salata (servita con fagioli) o dolce (con ricotta e miele) a base di grano cotto, che sostituisce per quel giorno il pane. A Palermo nella festa della santa non si mangia né pane né pasta, ma riso bollito con cui preparare i famosi arancini o dei dolci; anche qui si prepara la cuccia, come a Siracusa.

In alcune province del Nord Italia e a Siracusa, a somiglianza di quanto accade in alcuni paesi del Nord Europa, il 13 Dicembre è il giorno in cui i bambini ricevono i regali per Natale, come fa Santa Klaus in Scandinavia (a differenza di quei bimbi che ricevono i regali o da Babbo Natale o da Gesù Bambino). In città come Vicenza, Mantova, Bergamo, Brescia, Crema, Cremona e Lodi, molti quartieri hanno il nome della santa e nella sua festa non solo si organizzano mercatini natalizi, ma si usa anche porre una scarpetta sul davanzale della finestra, insieme a una tazza di the per la Santa, un po’ di paglia per il suo asinello e un po’ di pane per il cocchiere. In questi luoghi infatti è d’uso rappresentare Santa Lucia che in groppa a un asinello e accompagnata da un fidato servitore di nome Castaldo, distribuisce regali a bambini che hanno lasciato fuori dalla porta o della finestra le cose anzidette (le quali possono essere sostituite anche da altri alimenti).

Tutto si svolge durante la notte e, come per la Befana, i piccoli devono dormire e non vedere la Santa e i suoi accompagnatori, pena non ricevere regali ma solo cenere negli occhi. Perché la santa distribuisca doni ai piccoli (proporzionali alla bontà di questi) sembra collegato ad una leggenda che si svolge a Verona: si narra che un’epidemia di cecità fu scongiurata da un pellegrinaggio fino alla chiesa di Santa Agnese e Lucia, a cui parteciparono anche i bimbi, al freddo, a piedi scalzi e senza mantello. Per convincerli, i genitori promisero che al rientro a casa avrebbero trovato doni. L’epidemia finì e i doni rimasero per sempre. Tutto questo perché ovunque santa Lucia è considerata la protettrice della vista.

A Roma e Milano nel giorno di santa Lucia si festeggia anche il gemellaggio con Stoccolma: vengono ospitati gli allievi del liceo musicale di questa capitale, vestiti di bianco, con una candela in mano, guidati da una ragazza sempre in bianco, con in testa una corona di candele (l’usanza è scandinava e leggenda vuole che derivi dal fatto che la santa, per portare quanti più alimenti ai poveri nascosti nelle catacombe, si riempiva le mani di doni e per far luce al cammino metteva in testa una ghirlanda di candele accese). Bologna per la festa della santa organizza mercatini natalizi famosi in tutta la regione.

In Campania è tradizione che per la festa di Santa Lucia e Sant’Aniello il 13 e 14 Dicembre (Sant'Agnello di Napoli, o Anielloabate, Napoli 535 - 596 d.C., monaco basiliano poi agostiniano) le donne in gravidanza devono stare lontane dagli oggetti taglienti. In Sardegna, invece, è uso raccomandare alla santa le figlie non sposate, perché la santa le aiuti a trovare un degno marito quanto prima. Concludiamo con una simpatica manifestazione tradizionale di Levico (sede anche di terme rinomate, in provincia di Trento), chiamata strozegada, nella quale centinaia di bambini sfilano lungo le strade della cittadina, seguendo il carro della santa e trascinando le strozeghe, cioè file di barattoli legati tra loro da spago e capaci di far tanta festa con il loro baccano (come si usa anche fare con l’auto degli sposi in alcuni paesi.

 

Scritto da Luciano Albano

Laureato con lode in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Bari nel 1978, ha svolto servizio come dirigente del servizio miglioramenti fondiari della Regione Puglia presso l’Ispettorato Agrario della città di Taranto. Appassionato di oli e vini, ha conseguito il diploma di sommelier A.I.S. e quello di assaggiatore ufficiale di olio per la sua regione

Specializzato in Irrigazione e Drenaggio dei terreni agricoli presso il C.I.H.E.A.M. di Bari (Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Mediterraneennes)" . Iscritto all'Ordine dei Dottori Agronomi della Provincia di Taranto. Iscritto nell'Albo dei C.T.U. del Tribunale Civile di Taranto

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