Una nuova gamma di paste alimentari senza glutine disponibile sul mercato
Ovvero la “presa al volo” dei noodles, una tradizione estiva giapponese molto particolare e tutta da vivere
Un appuntamento imperdibile durante un viaggio estivo in Giappone è l’assaggio dei nagashi somen. Nagashi è un termine che in giapponese è associato al verbo “scorrere, fluire”, mentre somen è invece il nome di spaghetti giapponesi fatti con farina di frumento, sale e acqua, di diametro compreso tra 1,3 e 1, 7 millimetri. I somen vengono cotti in acqua bollente e subito raffreddati sotto acqua corrente o in acqua ghiacciata, sciacquati bene perché essendo sottili assorbono facilmente altri sapori. Questa caratteristica ha ispirato una tecnica originale e divertente per consumarli in estate.
Molti ristoranti giapponesi si sono attrezzati realizzando dei sistemi di scivoli fatti con i tronchi del bambù, tagliati a metà e disposti con una inclinazione di circa 30° in modo da farvi scorrere acqua corrente pura; gli spaghetti cotti, che si servono freddi, vengono versati nelle condotte così che i commensali, disposti di lato agli scivoli e muniti di bacchette, possono catturarli al volo e versarli nelle loro ciotole. Questo pranzo decisamente giocoso inizia quando il cuoco che si trova a monte pronuncia il fatidico “ikuyo!” che significa “sta arrivando!” nel momento in cui gli spaghetti vengono calati nei tronchi di bambù. Occorre allora essere pronti con le bacchette, in fila uno dietro l’altro a distanza adeguata e lasciando che ciascuno possa “pescare” la propria razione.
Tutti i commensali hanno una ciotola in cui raccogliere i somen; essa di solito contiene mentsuyu, una zuppa fredda composta da brodo dashi, salsa di soia e sakè o mirin. I nagashi somen sono un pasto fresco molto apprezzato nelle giornate calde, e diventano poi ancora più gustosi se sono affiancati da tempura di gamberi, pomodori, funghi, cetrioli a fette o altre verdure. In un’atmosfera di allegria e divertimento per grandi e piccoli, in alcuni ristoranti per la consumazione si adotta la formula dell’all you can eat (AYCE), mentre in altri il passaggio di uno spaghetto tinto di rosso lungo lo scivolo indica che la distribuzione di somen è giunta a termine.
L’idea originale dei nagashi somen nacque nel 1959 all’interno del ristorante “Chiho no le” della città di Tokachiho, e si è poi diffusa in diverse altre città giapponesi. Si è anche pensato di vendere tronchi di bambù in modo che chi ama il bricolage possa allestire gli scivoli anche nel proprio giardino per il divertimento di tutti e soprattutto dei bambini. Nel 2016 nella città di Gose, importante centro turistico e culturale distante circa 50 chilometri da Osaka, è stato raggiunto il record da Guinness dei Primati per lo scivolo più lungo percorso in linea dagli spaghetti giapponesi.
Ai nagashi somen sono dedicati alcuni eventi accompagnati da parate, spettacoli e danze tradizionali, che si svolgono nei mesi di luglio ed agosto nelle città di Kyoto, Akira, Tokushima e Kiryu City. In altre città i nagashi somen si possono trovare anche in altri periodi dell’anno, con varianti regionali che prevedono spaghetti di altri tipi. Al di là del piatto, che pure è interessante, ciò che attrae dei nagashi somen è il clima di vivacità e la partecipazione attiva con gli altri commensali, spesso circondati da un contesto paesaggistico suggestivo tra i tanti che il Giappone può indubbiamente regalare.
Photo made in AI
Scritto da Elena Stante



















































































































































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