Intramontabile frittata

Una ricetta familiare senza tempo, ancora oggi amatissima: scopriamo le sue versioni e come prepararla meglio con i consigli di Fabio Campoli

Intramontabile frittata

Le uova costituiscono un ingrediente tra i più utilizzati e versatili in cucina, e tra ii piatti che vengono in mente ad un italiano al sol pronunciare il loro nome, c’è sicuramente la frittata! Una ricetta familiare, alla quale ciascuno associa uno specifico sapore della memoria, e in tutta probabilità persevera nel prepararla proprio come tramandato da mamme e nonne. 

Oggi la frittata sta godendo di un nuovo interesse: da una parte occorre ringraziare i tanti esercizi che fondano la loro offerta gastronomica sulle prelibatezze della Campania, grazie ai quali sta tornando in auge la frittata di pasta impanata, tagliata in cubi e fritta. Ma non solo: anche in ristoranti di alto livello è possibile ritrovare la frittata tra gli antipasti, in versioni ora basate sui sapori della tradizione, ora più ricercate e gourmet. 

L’uovo (di gallina) è composto principalmente da acqua (circa 76%) e da proteine (circa 13%), e in parte minore da grassi (circa 9%), meno dell’1% di carboidrati, sali minerali e vitamine A, B, D ed E.  Per questo è considerato un alimento tra i più completi e nutrienti: come dimenticare lo zabaione preparato dalle nostre mamme e nonne come energizzante per la colazione o la merenda, ma ancor più proprio le frittate, vero caposaldo delle ricette di casa intramontabili. 

C’è chi ama assaporarle racchiuse in un panino, a chi piace cuocerle al forno e chi ancora si diverte a servirle in forma di finger food. Inoltre, hanno il vantaggio di essere un piatto gradito in tutte le stagioni, facili da personalizzare con verdure, erbe aromatiche, formaggi, e anche con carni e salumi. Ma in quali altri paesi del mondo si prepara una specialità simile? 

La frittata italiana ha un’essenza e un sapore davvero unico nella sua semplicità, ma è famosa anche la tortilla di uova, patate e cipolle tipica della cucina spagnola, alta e morbida, proposta da bar e hotel locali anche per colazione. Meno nota è invece la frittata persiana (chiamata Kuku Sabzi), aromatizzata con tanta erba cipollina, coriandolo e aneto freschi, e arricchita con bacche e frutta secca (soprattutto noci). La “frittata giapponese” prende invece il nome di tamagoyaki, ma somiglia più ad una omelette: le uova vengono sbattute aggiungendo salsa di soia o mirin (un sakè dolce da cucina) e zucchero, poi versate in un’ampia padella e gradualmente arrotolate con cura, fino a mostrarsi come un rotolo compatto da tagliare a fette.

Guarda i video di Fabio Campoli per diventare un maestro della frittata!

Scritto da Redazione ProDiGus

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