Le conseguenze del food porn

Sui social impazzano le foto di piatti esageratamente conditi e porzioni giganti: secondo un giornalista inglese veicolano messaggi dannosi

Le conseguenze del food porn

Panini traboccanti di salse, super-polpettoni esageratamente farciti, tacchini talmente ripieni da essere sul punto di esplodere. È la cosidetta moda del food porn e possiede un grande potenziale di diffondere messaggi dannosi per la salute. Almeno secondo l’opinione di un giornalista scientifico della BBC. Lui si chiama Chris Baraniuk e ha esaminato i video e le immagini che circolano in rete; le più gettonate possono raggiungere milioni e milioni di visualizzazioni. Baraniuk e altri come lui sostengono, forse non a torto, che questo modo di presentare il cibo indurrebbe all’adozione di cattive abitudini alimentari.

In questi video la forma che assumono gli ingredienti, che si tratti di dolci o di piatti salati, è quanto meno esagerata. Lo sono le quantità e le modalità con le quali le fotocamere e i video sono utilizzati.

In uno dei filmati più cliccati, si vede un tacchino stracolmo di formaggio cheddar, normalmente molto grasso, che viene ricoperto, al rallentatore, di burro e salse varie e, come non bastasse, al povero tacchino vengono abbinate patate in quantità industriali.

Non c’è rispetto per il cibo, né per il consumatore, né per l’ambiente, in questo genere di contenuti. Le scelte espresse attraverso le immagini in questione, viaggiano tutte nella direzione opposta a quelle invece rivolte alla sostenibilità ambientale e alla salute.

Di identico tenore, rispetto a quello con il tacchino, sono i video che ritraggono dei bagel multicolori, preparati con pasta per biscotti già pronta, quindi industriale e delle lasagne a cento strati. Le visualizzazioni in questi casi raggiungono cifre vertiginose: 4 milioni e oltre.

Esistono agenzie che creano questi contenuti ad hoc. I grafici lavorano ai video e alle immagini, ricorrendo anche ad espedienti tecnici come il già citato ralenty, per rendere i prodotti ancora più desiderabili. Alcuni ristoranti si affidano a questi content creator per pubblicizzare i propri prodotti e spesso accade che vengano invasi dai clienti, dopo la diffusione in rete delle immagini di food porn. Attenzione però: non tutto quel che “luccica” è oro! Le porzioni esagerate ed esageratamente condite non sono quasi mai sinonimo di qualità. Al contrario spesso questi piatti iper-farciti sono tutt’altro che sani. Chi li prepara con lo scopo di renderli appetibili, lo fa ricorrendo ad ogni mezzo, anche impiegando ingredienti non proprio di prima scelta. I video food porn non forniscono informazioni sui valori nutrizionali dei piatti, né sulle materie prime utilizzate. Troppe persone, avverte il giornalista della BBC, traggono ispirazione per le proprie scelte gastronomiche, dalle immagini virali di food porn e questo non è un bene, neanche per il pianeta.

La strada da seguire dovrebbe essere un’altra: imparare a navigare in rete, distinguendo le fonti, cercando ricette su quelle certificate, sui siti di ristoranti con una tradizione alle spalle, di professionisti del cibo, apprezzati, oltre che per la loro creatività, per il lavoro di ricerca che svolgono, col fine di preparare piatti buoni, per il palato e per la vista, che non siano dannosi per la salute.


Fonte: Il fatto alimentare

Scritto da Redazione ProDiGus

Il nostro staff in costante elaborazione e ricerca di informazioni utili e attendibili nel mondo del food&beverage



Piave DOP

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi

Altri articoli