Gli spinaci rientrano in tante preparazioni della cucina italiana, ma non tutti conoscono la verità sul ferro in esso contenuti…
Sintetizzata una proteina che potrebbe rivoluzionare i consumi e l’ambiente, contrastando gli effetti dei cambiamenti climatici
Produrre cibo dal nulla: non si tratta di un gioco di prestigio, ma di una concreta possibilità. Anzi, ad oggi, di una vera e propria realtà, frutto di un lungo e complicato lavoro. Sulla base di un concetto sviluppato dalla Nasa, una compagnia finlandese ha messo a punto un prodotto che presto potrebbe finire sul mercato. Si tratta di una proteina in polvere, composta di CO2, acqua ed “elettricità”. Somiglia alla farina, anche nel sapore, ed è altamente proteica, contiene solo un 5-10% di grassi e un 20-25% di carboidrati. Potrebbe essere impiegata per creare qualsiasi genere di cibo, stando a quanto riportato dall’azienda produttrice, che ne ha previsto il lancio nel 2021.
La produzione di questa proteina sarebbe ad emissioni zero e dunque assolutamente sostenibile, anzi auspicabile. La tecnologia utilizzata è quella della cattura del carbonio, in combinazione con l’impiego di energie rinnovabili.
Questa particella miracolosa non pone “limiti agricoli”, stando alle parole del portavoce della società finlandese. Non necessita cioè di terra arabile, perché è prodotta in ambiente chiuso e, per lo stesso motivo, non ha bisogno di un clima favorevole, né di grandi quantità d’acqua.
La compagnia ora sta tessendo una serie di relazioni che saranno fondamentali per i futuri sviluppi di questa attività. Ha infatti già avviato un dialogo con l’Agenzia Spaziale Europea, per favorire la produzione della proteina nello spazio. Il potenziale di questa novità risiede anche nel vantaggio che offrirebbe a quei luoghi del pianeta le cui condizioni climatiche rendono impossibile qualsiasi pratica agricola.
Senza considerare gli effetti positivi della sua commercializzazione per le aziende che producono alimenti alternativi alla carne. Anche l’impatto sulle colture attualmente più richieste dal mercato, sulla spinta della domanda in senso ambientalista e salutista, sarebbe notevolmente ridotto, grazie all’utilizzo della neo proteina.
Un prodotto che da una parte promette dunque di contribuire ad affrontare i problemi legati ai cambiamenti climatici e di costituire una risposta importante alle sempre crescenti esigenze nutritive della popolazione mondiale.
Ma dall'altra parte...cosa ne sarà della salute umana? Come reagirà il nostro organismo all'assunzione di sempre più sostanze di origine artificiale? Ai posteri l'ardua sentenza.
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Fonte: Big Think
Scritto da Redazione ProDiGus
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