Chi era Archestrato?

Poeta e filosofo siciliano che visse nel IV secolo a.C., ha lasciato un’impronta fondamentale anche nel mondo della gastronomia

Chi era Archestrato?

Con questo articolo vogliamo proseguire il nostro viaggio nella storia alla scoperta dei personaggi le cui attività sono state correlate in qualche modo al mondo della cucina. Lo faremo attraverso Archestrato (che molti definiscono con l’appellativo “di Gela”, ma vige incertezza sulle sue possibili origini siracusane), poeta e filosofo vissuto all’incirca nella seconda metà del IV secolo a.C, che viene considerato il precursore di Epicuro (come attestato da fonti antiche) per il suo essere un vero cultore dei piaceri. 

L’opera di Archestrato sopravvissuta e giunta fino a noi in un discreto numero di frammenti (ovvero 62, tramandatici da Ateneo nei suoi Deipnosofisti, ovvero “Sofisti a banchetto”) prende il nome di Hedypatheia, che letteralmente significa “Poema del Buongustaio”, e si propone come estremamente innovativo per i suoi tempi: al suo interno, infatti, l’autore racconta essenzialmente dei lunghi viaggi compiuti alla ricerca di alimenti e vini tra i più pregiati. Indica i luoghi di provenienza delle migliori varietà (soprattutto dei prodotti ittici), spiega la produzione e la conservazione dei vini, racconta le specie di selvaggina, le tipologie di pane e molto altro ancora. 

Archestrato nei suoi scritti dichiara di aver percorso tutta la terra e tutti i mari per arrivare a conoscere (e soprattutto riconoscere) i migliori cibi e bevande, aspetto da relativizzare tuttavia al periodo storico in cui visse (in cui le “dimensioni” del nostro pianeta erano tutt’altro che ben certe e note). Di certo, però, conosceva davvero bene il territorio mediterraneo e tutti i suoi principali porti. Gli studiosi del tempo ritennero Archestrato generatore di tutto un nuovo pensiero legato alla “dottrina del piacere”, che si affermò anche durante la Roma Imperiale: alcuni aspetti degli Hedypàtheia diventarono parte integrante del costume gastronomico di Roma Antica, riflettendosi anche indirettamente nell’opera di Apicio.

Ma Archestrato rappresenta in tutta probabilità anche il precursore della poesia in ambito gastronomico: il sua poema sul tema risulta infatti scritto in esametri, e se ne denota un’intonazione epica. Linguaggio, contenuto e forme di composizione si mostrano foggiati addirittura sulla base di versi omerici. Si pensa inoltre che fu tra i primi ad utilizzare la frase “se vai da quelle parti, mangiane un pezzettino per me”, riferendosi a qualcosa che si è gustato ed apprezzato in uno specifico luogo a tal punto da volerlo idealmente condividere con un amico nel piacere provato. In questa locuzione tanti leggono le sue radici siciliane, che ne facevano non solo un gran buongustaio ma anche un’amante della condivisione del cibo.

Se dipoi tu giungi
Nella santa città della famosa
Bizanzio, allora del salume oréo,
Un pezzetto per me mangia di nuovo
Che veramente è saporito e molle.

Si deve a Domenico Scinà, nel 1842, la riedizione “moderna” dei frammenti superstiti di Archestrato: la loro lettura è davvero interessante, dal valore non solo gastronomico ma anche storico. Archestrato fu non solo un autentico amante del gusto, ma si prodigava nel trasmettere il concetto del riconoscimento della qualità dei cibi e a diffondere dove e in quali periodi stagionali trovare i migliori alimenti e bevande. Non mancano nel suo poema le annotazioni su ricette tipiche mediterranee scoperte nei vari viaggi, e tra le sue righe è possibile interpretare anche il suo pensiero sui cuochi: per Archestrato era fondamentale che questa figura professionale potesse far crescere la propria “qualità” in grado proporzionale alla personale evoluzione della conoscenza dei cibi e bevande migliori e della loro miglior scelta. Era contro i piatti “pieni tutti d'inezie e di leccumi, anzi prediligeva la semplicità in tavola, soprattutto dinnanzi a materie prime pregiate e carni delicate (come quelle dei pesci e non solo), in modo da percepirne al meglio il sapore in purezza. In un suo frammento si legge infatti:

Ma quel che ha carne dilicata e pingue
Basta soltanto che di fino sale
L'aspergi, e l'ungi d'olio, perché tutta
Tiene in sè la virtù di bel sapore.

Archestrato preferiva il pesce sauro al merluzzo, ma la sua specie ittica prediletta era senza dubbio il tonno (altra conferma dei suoi gusti profondamente siciliani): affermava che fosse ottimo quello reperito a Bisanzio (dove veniva conservato in tipiche anfore di terracotta) o a Samo, ma che la migliore qualità si pescasse a Tindari e a Cefalù. Così come consigliava di preferire la cottura del pesce intero, per mantenere tutti i sapori al suo interno:

Gli stessi interi, con tutte le squame,
Arrosti acconciamente a lento fuoco,
E poi con acqua e sale a mensa reca.

Per concludere con qualche altra curiosità, Archestrato consigliava di pescare preferibilmente “al sorgere di Sirio, di gustare i frutti della natura il più possibile nella loro stagione, di non usare troppi grassi in cucina, e suggeriva che gli invitati ad una tavola non superassero i cinque elementi per volta.

Di vivande squisite unica mensa
Accolga tutti, ma di tre o di quattro
O di cinque non più sia la brigata:
Perché se fosser più cena sarebbe
Di mercenari predator soldati.


Fonti sitografiche:

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

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