Lunedì 25 marzo Sara Albano sarà ospite di Franca Rizzi a "Casa Alice Insieme"
Il silenzio poetico della vita quotidiana nel dipinto dedicato a una lattaia di Johannes Vermeer, da ammirare ad Amsterdam
"La Lattaia" di Johannes Vermeer (dipinto intorno al 1657-1658 d.C.) - foto via Wikipedia
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Tra i capolavori della pittura barocca olandese, "La Lattaia" (in olandese Het Melkmeisje) di Johannes Vermeer occupa un posto d’onore. Realizzato intorno al 1657–1658 d.C., oggi è conservato al Rijksmuseum di Amsterdam ed è uno dei dipinti più amati del museo. Nonostante le dimensioni relativamente piccole (circa 45,5 × 41 cm), quest’opera racchiude un mondo intero di silenzi domestici e luce poetica.
Il XVII secolo, noto come “Secolo d’Oro olandese”, vide le Province Unite al culmine della prosperità economica e culturale. In questo contesto fiorirono la pittura di genere, i ritratti borghesi e le scene domestiche. Johannes Vermeer (1632–1675), maestro della luce e dell’intimità, dipinse un numero relativamente ridotto di opere - circa 35 - ma ogni quadro è un gioiello di equilibrio e introspezione.
Nel quadro si può osservare una donna, probabilmente una serva, intenta a versare il latte da una brocca in un recipiente. La scena si svolge in una semplice cucina: a sinistra una finestra che lascia entrare una luce naturale fredda, sulla tavola un cesto di pane e alcuni alimenti. Sullo sfondo, un muro spoglio e un piccolo scaldino sul pavimento. L’atmosfera è silenziosa e concentrata. Non c’è idealizzazione né teatralità: è un momento di vita quotidiana reso con intensità lirica.
Vermeer è celebre per la sua capacità di orchestrare la luce naturale. Qui i raggi della finestra illuminano la figura e gli oggetti, creando contrasti delicati e riflessi vibranti. Ben studiato è anche l'uso del colore: il blu intenso del grembiule e il giallo ocra del corpetto creano una combinazione cromatica potente ma armoniosa. La composizione è calibrata con geometrie semplici che guidano naturalmente lo sguardo verso il gesto del versare il latte. E man mano che lo sguardo resta fisso sul dipinto, si apre anche all'attenzione ai dettagli: I pani, la brocca, le pieghe della stoffa sono resi con precisione quasi tattile.
"La Lattaia" è spesso interpretata come un inno alla laboriosità domestica, alla dignità del lavoro quotidiano e alla quiete interiore. Alcuni storici dell’arte vi leggono anche simbolismi più sottili: il latte come nutrimento, la figura femminile come emblema di purezza e dedizione. Tuttavia, l’immediatezza del gesto e la sobrietà dell’ambiente mantengono l’opera ancorata alla realtà più che all’allegoria. Vermeer eleva un semplice tema domestico a poesia universale, anticipando sensibilità moderne verso la “vita comune” come soggetto degno d’arte. La forza del dipinto sta nell’intensità del momento: una serva anonima che diventa protagonista di un atto di cura quotidiana. La sua influenza si ritrova nelle generazioni successive di pittori realistici e, in tempi più recenti, nella fotografia e nel cinema, che spesso si ispirano alla sua luce.
Un'ultima particolarità su questo dipinto è che gli è stata dedicata una poesia: è quella scritta dalla poetessia polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel per la Letteratura nel 1996. Si chiama "Finché quella donna del Rijksmuseum" o, in alcune versioni, "La Lattaia". Potete leggerla qui a seguire: il testo è un omaggio a Vermeer e descrive il momento di quiete e raccoglimento rappresentato nel dipinto per suggerire che l'umanità e le sue attività quotidiane, come l'atto di versare il latte, rendono il mondo troppo prezioso per la sua distruzione.
Finché quella donna del Rijksmuseum
nel silenzio dipinto e in raccoglimento
giorno dopo giorno versa
il latte dalla brocca nella scodella,
il Mondo non merita
la fine del mondo.
Wislawa Szymborska
Scritto da Elena Stante




















































































































































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