Il granchio del cocco 

Un granchio (anzi, un paguro) che ama nutrirsi di cocco e regala carni super saporite (ma rischia l'estinzione)

Il granchio del cocco 

 

 

 

 

 

Immagine del granchio del cocco, tratta da "Grande enciclopedia illustrata dei crostacei, dei molluschi e dei ricci di mare" di Paolo Manzoni e Valentina Tepedino, EuroFishMarket Edizioni 2010

Quante specie di granchi esistono al mondo? Di certo moltissime: solo per fare qualche esempio, si passa dal granchio blu ormai diventato “nostrano” e per questo oggi facile da trovare in molte delle nostre pescherie. C’è poi la granseola, e ancora le moeche, quei tipici granchietti pescati nel periodo della perdita della muta che deliziano le tavole veneziane. E poi ancora il granchio reale dell’Alaska, crostaceo gigante dalle carni estremamente ricercate… proprio come quelle del meno conosciuto granchio del cocco. 
Partiamo però da un’affermazione importante: benché prenda comunemente il nome di granchio, si tratta tuttavia di un paguro terrestre (specie Birgus latro) dalle grandi abilità predatorie, i cui esemplari riescono a raggiungere un’apertura delle zampe di circa un metro e un peso che arriva fino a 17 kg. 

L’areale di distribuzione del granchio del cocco spazia dall’Oceano Indiano al Pacifico occidentale: dalle isole Cook alle Seychelles fino alle Andamane,Nicobare e Chagos, non è difficile avvistare esemplari i cui colori del carapace variano dal viola chiaro al marrone, passando per il porpora intenso. Intenti ad arrampicarsi sugli alberi, questi paguri prendono il nome del tondo frutto esotico in quanto è loro abitudine tagliare le noci di cocco facendole cadere sulla sabbia, dove poi vanno ad aprirle, usufruendo di chele fortissime in grado di frantumare oggetti. 

La dieta dei granchi del cocco è dunque composta da cocchi (un soggetto adulto ne consuma circa 2 ogni tre giorni), ma anche da foglie e carcasse di altri crostacei: tutto ciò fa sì che la loro polpa si presenti particolarmente grassa e saporita, per questo molto apprezzata nei mercati ittici locali. Il gusto delle carni del granchio del cocco può avvicinarsi a quello delle aragoste: il prodotto si cucina infatti allo stesso modo, ma finisce spesso anche in ricette che prevedono il latte di cocco in perfetto stile tropicale per allinearsi ancor meglio al suo sapore. 

Reperire il granchio del cocco sul mercato europeo è difficle ma non impossibile. Mentre da noi nascono confraternite del granchio blu il cui motto è “se non puoi sconfiggerlo allora mangialo”,  dall’altra parte del mondo, a causa della deforestazione attuata per gli insediamenti umani, nonché dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici, purtroppo i granchi del cocco potrebbero rischiare l'estinzione.

Buongustaia di nascita,  gastroamatrice per indole, la sua curiosità  per le materie prime, le preparazioni e il mondo del food la fanno approdare a scienze e culture enogastronomiche all'Università di Roma Tre. Da qui in poi, il "menù" delle sue esperienze è sempre in nuova e appassionante costruzione.

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