Il Tanabata Matsuri

La Festa delle Stelle Innamorate tradizionale dell’estate giapponese ha anch'essa i suoi cibi tipici, dai takoyaki agli yakitori

Il Tanabata Matsuri

Il Tanabata è uno dei cinque “Gosekku”, ovvero le feste stagionali di origine cinese celebrate ogni anno, che coincidono con i momenti importanti del calendario e si ispirano al desiderio di liberarsi dagli influssi negativi del cambio stagione. Fra tutte il Tanabata è uno dei più affascinanti. Alla base della cosiddetta “Festa delle Stelle” c’è una leggenda cinese diventata popolare in Giappone nel Medioevo.

Questa leggenda narra di due divinità, Orihima che era abilissima tessitrice e Hikoboshi mandriano esperto. I due erano talmente tanto innamorati da trascurare le proprie attività, per questo Tentei, padre di Orihima nonché Re dei Cieli, decise di separarli definitivamente sulle rive opposte del Fiume Celeste, cioè della Via Lattea. Le suppliche insistenti di Orihima portarono però il Re Celeste a consentire ai due amanti ,rappresentati dalle stelle Vega e Altair, di incontrarsi una volta all’anno, precisamente nel settimo giorno del settimo mese lunare.

Il giorno del primo incontro dei due amanti, sempre secondo la leggenda, uno stormo di gazze si levò in volo per creare con le ali un ponte tra le rive opposte del Fiume Celeste. La credenza popolare vuole che se dovesse piovere nel giorno del Tanabata le gazze non potrebbero formare il ponte e l’incontro fallirebbe; per questo i giapponesi elevano le loro preghiere affinché non piova e fortunatamente molto spesso questo non accade perché la stagione delle piogge di solito finisce entro la prima settimana del mese di luglio.  

Nel calendario gregoriano il Tanabata cade il 7 luglio, ma nel calendario lunare questa data rientra nel mese di agosto. Dato che alcune regioni seguono il calendario lunare ed altre quello gregoriano, le feste del Tanabata si svolgono in diverse località in date distinte che abbracciano il periodo che va dagli inizi del mese di luglio fino alla metà di agosto. Tra le città che celebrano il Tanabata la più famosa del Giappone è quella che si tiene a Sendai, dove la festa si svolgeva già dal XVII secolo; la versione rinnovata nel 1947 è stata arricchita di ulteriori spettacolari attrazioni.

Tra le usanze popolari del Tanabata, diverse da una regione all’altra, una prevalente riguardava l’uso di scrivere su strisce di carta i propri desideri; le ragazze speravano di migliorare nel cucito e in altre abilità manuali, i ragazzi volevano invece migliorare la calligrafia. Da questa pratica nacquero i tanzaku, le strisce di carta colorata che simboleggiano i fili di seta intessuti dalla dea Orihima; sulle strisce sono scritti i desideri di ciascuno e poi vengono appese con fili o nastri a rami di bambù.

I cinque colori dei tanzaku sono quelli della filosofia naturale cinese, ciascuno associato ad un elemento della natura: fuoco, terra, acqua, legno e metallo. Il bambù è la pianta protagonista della festa; le porte delle case sono ornate coi rami e le strisce dei desideri dei componenti della famiglia e un tempo questi rami si gettavano nel fiume la mattina del giorno del Tanabata o il giorno successivo. Alle strisce si sono aggiunti altri tanzaku che oggi sono sette, ciascuna associata ad una particolare richiesta di protezione: tra queste compaiono reti da pesca per avere fortuna nella pesca, origami a forma di gru per una buona salute e longevità, piccole borse per la prosperità, sacchetti per la pulizia e il risparmio. Recentemente sono state aggiunte anche delle enormi sfere di fiori di carta colorati.

Insomma, la Tanabata è una spettacolare esplosione di colori. Il Tanabata è vissuto intensamente dai giapponesi e richiama tantissimi tra visitatori e turisti nelle città che ospitano l’evento tra cui compare anche la capitale Tokyo; lungo le strade principali illuminate si può assistere a sfilate, mercatini, musica dal vivo e in qualche caso fuochi pirotecnici, premiazioni delle decorazioni più belle, elezioni della miss Tanabata dell'anno. Immancabili sono ovviamente gli stand gastronomici in cui tra i più tipici cibi da strada primeggiano i takoyaki, polpette rotonde che racchiudono pezzetti di polpo all’interno di una pastella di farina, uova e brodo dashi.

La cottura dei takoyaki avviene su piastre roventi e quando si servono le polpette sono cosparse di salsa katsobushi o da altri condimenti. Tipici street food sono anche lo yakisoba che consiste in noodle fritti mescolati a carne di maiale e verdure; gli yakitori, spiedini di pollo alla griglia serviti con cipolline e salsa teriyaki; e ancora l’okonomiyaki, una specie di crespella salata farcita con carne o pesce dalle innumerevoli varianti. Come dessert si possono gustare i taiyaki, che hanno la forma di un pesce e in una pasta leggera e croccante tipo wafer racchiudono l’anko, la pasta di fagioli azuki oppure i karintō, bastoncini di farina, lievito e zucchero di canna che vengono fritti e ricoperti di zucchero di canna scuro.

Il Tanabata unisce tradizione popolare, mito e folklore nell’atmosfera d’incanto che il Giappone regala, e le tre stelle Vega, Altair e Deneb formano l’asterismo del Triangolo Estivo che si può osservare facilmente proprio durante l’estate. 

Photo via Canva

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.


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