Combattono il colesterolo, l’artrite e sono ottimi nelle insalate, ma anche fritti! Conosciamoli meglio
Sulla moda di utilizzare le pinzette in cucina (non solo per sistemare gli ingredienti nel piatto), tra chef rinomati che si schierano sempre più contro
Nel 2024, lo chef Marcus Wareing dichiara al Mail Online: “È pieno di piatti preparati con le pinzette. Nessuno sminuzza più nulla, nessuno sa fare un soffritto”. Nel 2025, lo chef Yannik Alléno pubblica un post sulla sua pagina social corredato da queste parole: “Vietate le pinze. @allenoparis_ riscopre il gesto fondamentale, il contatto con il cibo con la mano della cucina”.
E non sono di certo solo questi gli unici nomi noti della cucina professionale internazionale ad aver voluto schierarsi “contro” l’impiego di quelle pinze così sottili, affusolate, quasi chirurgiche, che si vedono sempre più spesso nelle mani dei cuochi d’ogni livello.
Negli ultimi anni, stiamo infatti assistendo ad una strana metamorfosi: cuochi e chef di tutto il mondo si sono armati di pinzette, strumenti che fino a poco tempo fa erano relegati ai laboratori di un chimico o alle decorazioni d’alta pasticceria. Da già diversi anni, invece, vanno di moda anche nei ristoranti di quartiere, come a voler coniugare precisione e raffinatezza. Ma cosa spinge a impegnarsi in questa danza meccanica tra ingredienti, come un chirurgo al suo tavolo operatorio?
La moda delle pinzette è esplosa in concomitanza con l'affermazione prima dei programmi di cucina in tv, e poi dei video virali sui social media, dove piatti con gli ingredienti perfettamente sistemati all’interno fanno colpo a prima vista, e perciò raccolgono like. Non c’è nulla di più soddisfacente che postare una foto di un piatto dallo stile impeccabile, dove ogni ingrediente sembra essere stato deposto sull'assiette con il delicato tocco di un artista.
Anche lo chef britannico Marco Pierre White, non ha risparmiato critiche a questa tendenza, sostenendo che "la buona cucina si basa sul contatto, non sull'ossessione per la perfezione". Potremmo chiederci dunque: in una società in cui ci si preoccupa sempre più dell’immagine, abbiamo perso di vista il vero scopo del cibo?
Con il tempo, l'uso delle pinzette si è esteso a operazioni che un tempo sembravano impensabili, dal mescolare la pastella al girare gli ingredienti in padella, fino all’aiutarsi a sistemare “a nido” la pasta lunga nel piatto (altra moda dilagante quest’ultima, che trascura la collosità della pasta e la difficoltà di “scioglierla” dal nido, oltre il suo bell’aspetto…).
Questa ondata di trattamenti meticolosi rischia di trasformare la cucina in un'esibizione sterile, lontana dall’essenza stessa dell’artigianalità. Gli chef che si oppongono a questo approccio parlano di autentico contatto umano con il cibo e della necessità di sentire il calore degli ingredienti e delle emozioni. È vero, la cucina è un'arte, ma è un'arte che nasce dal cuore, non da un'impugnatura di metallo lucidato. Le pinzette, per quanto lussuose e raffinate possano sembrare, rischiano di creare una barriera tra il cuoco e il suo piatto. “Bello da guardare” non coincide necessariamente con “buono e confortevole” da mangiare.
Dunque, mentre ci lasciamo sedurre dalla moda delle pinzette (anche in casa?), non dimentichiamo che la vera magia della cucina risiede nell’empatia e nel contatto, perché non si tratta solo di “perfezione”, “precisione” ed altri “astuti trucchi” per impressionare. Torniamo alle basi: il buon cibo va trasmesso a chi si allieta nel degustarlo, non solo mostrato come un quadro in una galleria d’arte.
Photo via Canva
Scritto da Sara Albano
Laureata in Scienze Gastronomiche , raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi a Parma (dopo aver frequentato il liceo linguistico internazionale), conseguendo in seguito alla laurea magistrale un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e frequentando infine il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania. Dopo questa esperienza ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl, , dove riesce ad esprimere la propria passione per il mondo dell'enogastronomia e della cultura alimentare in diversi modi, occupandosi di project management in ambito di marketing e comunicazione e consulenza per il food service a 360°, oltre ad essere il braccio destro di Fabio Campoli e parte del team editoriale della scuola di cucina online Club Academy e della rivista mensile Facile Con Gusto.



















































































































































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