Essere pescetariani

Tra scelta salutistica, etica ed ecologica: approfondiamo i motivi per abbracciare il pescetarianismo, tra consapevolezze e necessità

Essere pescetariani

Il pescetarianismo, anche noto come pescatarianismo o pescovegetarianismo, indica una pluralità di regimi alimentari che prevedono la totale astensione dal consumo di carne ad eccezione di quella derivata da qualunque animale classificato tra gli invertebrati acquatici o tra i pesci, sia d'acqua dolce che salata.

Ora, poiché tra gli animali acquatici e semi-acquatici vi sono anche molte specie di anfibi (come le rane), di rettili (come le tartarughe), di uccelli (come i pinguini) e di mammiferi (come le balene) è importante precisare che nel pescetarianismo gli alimenti di carne provenienti da questi animali sono assolutamente vietati. 

Così pure va precisato che gli alimenti non a base di carne provenienti da animali terrestri sono consentiti, quindi è permesso l'uso delle uova, del latte, dei prodotti lattieri (yogurt, panna, ricotta, burro), dei prodotti caseari (formaggi freschi e stagionati), del miele e di tutti gli altri prodotti di alveare (pappa reale, propoli, polline). Infine, tra gli alimenti del pescetarianismo entrano a far parte anche le alghe, il sale marino e l'acqua di mare commerciale. 

Nonostante la parola pescetarianismo derivi da vegetarianismo, i pescetariani non sono dei vegetariani che mangiano pesce, perché il vegetarianismo si basa sull'obbligo inderogabile di alimentarsi senza sopprimere la vita di qualunque essere vivente animale. Va precisato però che il pescetarianismo è più del semplice scegliere di alimentarsi di un tipo di alimento anziché di un altro. Essere pescetariani significa infatti sottendere la propria alimentazione a domande di natura ecologica, morale e salutistica, proprio come avviene nel vegetarianismo, dando però risposte diverse.

Alcune persone praticano il pescetarianismo solo per un determinato periodo. Altre persone, invece, scelgono di praticare stabilmente una dieta pescetariana e, come nel vegetarianismo, basano le proprie motivazioni su scelte di tipo salutistico, etico ed ecologico. Ognuna di esse dà luogo ad una dieta specifica.

Una delle principali motivazioni salutistiche si basa sul fatto che le carni rosse contengono un'elevata quantità di grassi saturi. Introducendo nella dieta il pesce, invece, si incrementa il livello del colesterolo HDL e degli acidi grassi omega-3. Una seconda motivazione salutistica è legata al fatto che - mediamente - il pesce è più facilmente digeribile rispetto alla carne e questo può orientare coloro che soffrono di problemi di salute legati alla digestione a scegliere una dieta pescetariana. 

Alimentandosi con il pesce si rischia però di assumere anche inquinanti tossici molto pericolosi come i metalli pesanti (tra cui il mercurio), diossine, senza voler citare la problematica microplastiche. Poiché la concentrazione degli inquinanti aumenta lungo la catena alimentare, i loro valori più alti si trovano nei predatori in cima alla catena alimentare, mentre quelli più bassi si trovano nei pesci, specialmente se di piccola taglia, che si alimentano soprattutto di alghe e plancton. Ecco perché nella dieta pescetariana si utilizza preferibilmente "pesce azzurro" di taglia ridotta come acciughe, sardine e sgombri. 

Una dieta pescetariana può essere adottata anche per una motivazione esclusivamente ecologica, e cioè a causa della inefficienza produttiva delle carni da animali domestici allevati rispetto alle carni da animali selvatici cacciati. Basti considerare che i cibi utilizzati per nutrire la maggioranza degli animali di allevamento sono cereali coltivati appositamente per la loro alimentazione. Pertanto, l'impatto ambientale e la quantità di energia necessaria per alimentare una mucca, un pollo o un maiale supera notevolmente il loro valore nutrizionale. 

Per questa ragione si ritiene preferibile mangiare pesce selvatico pescato, rifiutando anche i pesci di allevamento. La scelta pescetariana attenta al tema dell'ecologia orienta però al consumo di specie ittiche provenienti dall'attività minuta di pesca artigianale. Questo perché la pesca a strascico industriale ha un impatto ecologico negativo notevole, per la distruzione dei fondali e per la sua non selettività. 

Una motivazione etica infine porta ad utilizzare solo gli animali più elementari del pescato come i mitili e i ricci di mare poiché chi effettua questa scelta alimentare ritiene che essi, al pari delle piante, non siano organismi senzienti.

La cucina pescetariana è il complesso degli alimenti e dei loro preparati che, secondo modalità contemporanee o delle tradizioni locali ed etniche, rispettano gli standard del pescetarianismo. Ogni popolo possiede dei piatti, cotti o crudi, basati solo sul pescato, di acqua dolce o salata, o sul pescato abbinato a cereali o vegetali. 

Fra tutti i tipi di alimentazione che prevedono restrizioni, quella pescetariana “in teoria” potrebbe essere la meno impegnativa da praticare: ma di certo premette una certa disponibilità di “spesa” per l’alimentazione quotidiana, sia dal punto di vista economico nel panorama attuale, sia in termini di tempo per acquistare e cucinare il buon pesce fresco.

A ciascuno la propria scelta dietetica, pur sempre ricordando che in medio stat virtus, e che il regime alimentare più giusto sarà sempre quello che lascia spazio alla varietà dei cibi e al benessere generale senza farci sentire il peso delle rinunce. 

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Dopo la laurea in Lettere Antiche segue la passione per la cucina non smettendo mai di approfondirne l'essenza sia nella pratica che nell'approfondimento degli aspetti storici. Oggi cura varie attività che cura in qualità di chef e libero professionista, supportando diverse tipologie di aziende.

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