Cos'è il konjac?

Dalla gomma agli spaghetti senza glutine e a bassissimo contenuto di calorie chiamati shirataki: ecco tutto il buono del konjac

Cos'è il konjac?

Konjac è il nome più popolare tra i tanti della pianta di Amorphophallus konjac, originaria dell’Asia: si coltiva da secoli soprattutto in Giappone, in Corea e soprattutto in Cina, ma si può trovare anche allo stato selvatico nei terreni d0alta quota. Da secoli il tubero del konjac è utilizzato sia nella cucina orientale che a scopo terapeutico. Le sue proprietà benefiche sono dovute al fatto che contiene glucomannano, un polisaccaride idrosolubile prezioso supplemento delle diete alimentari.

Il glucomannaro, infatti, assorbe molta acqua e accresce così il proprio volume fino a 60-100 volte formando una gelatina, la konnyaku, detta anche gomma di konjac. Questa gelatina è utilizzata negli integratori alimentari che agiscono sul microbiota intestinale e rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei lipidi. Per ottenerla si mescola la farina ottenuta dal tubero di konjac essiccato con acqua ed acqua di calce (che è una soluzione acquosa di idrossido di calcio), ottenendo panetti gommosi di colore grigio-marrone chiaro.

In Oriente questi blocchetti a base di di konjac vengono tagliati a pezzetti e utilizzati a crudo per arricchire insalate, oppure saltati in padella, fritti o bolliti, serviti in n abbinamento a verdure, carne o pesce. La gomma di konjac è adoperata come addensante e gelificante nelle caramelle e nelle gomme da masticare con la sigla E425. La farina che si ottiene dal konjac può essere anche usata per addensare zuppe e salse, per il pane, gli gnocchi, le crespelle, e in pasticceria per dolci a basso contenuto calorico. Questa farina è però soprattutto l’ingrediente principale di un tipo di pasta noto col nome di shirataki, una pasta senza glutine e con un contenuto minimo di calorie, leggera e digeribile.

Il suo nome significa “cascata bianca” perché è bianchissima; solitamente viene confezionata in spaghetti molto sottili e traslucidi simili ai noodles, ma si trova anche in chicchi o in sfoglie. Gli spaghetti shirataki vanno consumati con moderazione perché sono ricchi di fibre vegetali, e per questo motivo occorre separarli dall’assunzione di farmaci, specialmente quelli per diabetici. Da diversi anni gli shirataki sono entrati nelle cucine d’Occidente in particolare nelle diete chetogenica, vegetariana e vegana, ma è bene precisare che essi possono essere di supporto a una dieta dimagrante ma non sostituiscono le diete equilibrate e il corretto stile di vita da sempre consigliato dai nutrizionisti.

Gli spaghetti shirataki si possono trovare nei supermercati e nei negozi di alimenti etnici in due formati: allo stato secco da far reidratare in acqua bollente per circa 6-8 minuti, oppure freschi in busta in un liquido di conservazione dal quale vanno risciacquati prima del consumo diretto. Il sapore neutro impone un buon condimento soprattutto perché gli shirataki assorbono acqua. Con gli shirataki si possono preparare tanti piatti diversi, ma una delle ricette più popolari e semplici della cucina asiatica è quella degli shirataki con verdure che, cotti o sciacquati, si fanno saltare in un condimento a base di verdure miste tagliate a julienne, olio e salsa di soia.  Questo piatto si può aricchiere (o abbinare) con tofu, pollo o gamberi.

Al di là dell’uso in cucina, forse non tutti sanno che dal konjac si produce anche una spugna naturale ricca di proteine, minerali e vitamine che ha capacità detergenti ed esfolianti per la pelle del viso e del corpo. Questa spugna, dura e asciutta, quando viene bagnata diventa morbida; si può usare anche con sola acqua oltre che con poco sapone o detergente perché produce più schiuma delle altre spugne. 

Photo via Wikispecies / Canva

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.


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