Er pizzettaro

I versi in rima romanesca di Silvana Andrenacci Maldini che fanno riflettere sul duro mestiere e la pazienza dei pizzaioli

Er pizzettaro

Er pizzettaro

Mentre che attizza er foco drento ar forno,
lui tiè pronta la pasta lievitata.
Mette er sale ner pommidoro sfranto
e all’alice j’ammolla ‘n’acciaccata;
poi su la mozzarella spezzettata,
pe’ insaporilla e daje un certo tono,
ce spanne er pepe e un goccio d’ojo bono. 
L’ordinazzioni so de tante spece: 
chi vò la pizza detta “margherita”, 
chi “la napoletana” o “marinara”.
Pe’ le pizze chiamate “fantasia”
ce vò er preciutto, l’ova, er capicollo,
li fonghi, li piselli e così via. 
Ce sta chi la vò bassa e scrocchiarella,
un antro la vò arta, ma ben cotta
ce sta chi la vò senza mozzarella
e chi senza l’origheno e l’alice. 
Mentre accontenta tutti co’ coscienza, 
er pizzettaro, carino e co’ pazzienza, 
s’asciuga er gran sudore da la faccia
sfogannose cor dì: “Porca vitaccia!”

Silvana Andrenacci Maldini

Tratto da “L’Apollo Buongustaio – Anno 2013”, Pagine Srl Editore

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

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