A fare mortadella di carne

“A fare mortadella di carne” di Cristoforo di Messisbugo, liberamente tratto da “Apologia della mortadella: diversi modi di cucinarla”, a cura di G. Roversi, A.A. Fabbri e R. Gualandi, Coop. Culturale Centoggi Editore

Il ritaglio di oggi è tratto originariamente dal Libro novo nel quale si insegna a far d’ogni sorta di vivande scritto dal cuoco rinascimentale italiano Cristoforo di Messisbugo ed edito postumo nel 1557. Un personaggio del quale non si hanno moltissime notizie, ma che ricoprì diversi ruoli legati alla politica e ai rapporti diplomatici servendo gli Este e i Gonzaga. Le sue due opere pubblicate sono considerate una pietra miliare nella storia della gastronomia europea del Cinquecento, raccontando tradizioni, ricette e gusti italiani ma anche europei e del mondo intero, nonché le maniere di approntare banchetti principeschi.

In questo libro è riportata la sua ricetta per fare la mortadella, rendendosi certamente una delle testimonianze storiche che ha portato al riconoscimento di questo salume come prodotto tradizionale antico per fregiarsi poi del marchio IGP. Di mortadelle un tempo in Italia se ne facevano con differenti impasti di carne, in tante delle sue regioni, anche se ad oggi la più nota resta quella di Bologna. Nella ricetta di Messisbugo si evince quanto il vino fosse ingrediente indispensabile nella preparazione del tempo.

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

2 Commenti

  1. Pierfederico Gariglio18 giugno 2020 alle ore 18:45

    Molto interessante, anche perché la mortadella è fra i miei cibi preferiti ed è quasi a pari merito con il cioccolato. Una curiosità: il menzionato G. Roversi è forse il bolognese dott. Giancarlo che ha curato anche l'edizione italiana del ricettario di Teofilo Barla intitolato Il confetturiere, l'alchimista, il cuciniere piemontese di Casa Savoia? Veramente complimenti per la vostra testata giornalistica! Pierfederico Gariglio

  2. Sara Albano18 giugno 2020 alle ore 21:50

    Gentilissimo, grazie mille per il suo commento e la sua stima nei nostri confronti! Si il dott. Roversi è la medesima persona da lei citata. Un caro saluto da Fabio Campoli e il suo staff

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