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Vitamine, minerali e ingredienti "beauty": cosa dice davvero la scienza sulle acque funzionali e quando vale la pena acquistarle
L'acqua resta la bevanda migliore per idratare l'organismo, soprattutto durante l'estate quando il rischio di disidratazione aumenta. Gli esperti concordano: bere regolarmente, anche prima di avvertire la sete, è fondamentale per mantenere l'equilibrio idrico dell'organismo. Negli ultimi anni sugli scaffali dei supermercati si sono diffuse le cosiddette acque funzionali, bevande che si collocano a metà strada tra l'acqua minerale e gli integratori alimentari. Arrivate in Italia dopo il successo registrato negli Stati Uniti e nel Regno Unito, continuano a conquistare quote di mercato grazie a campagne pubblicitarie che le associano a benessere, energia e bellezza. Ma sono davvero così utili?
Nella maggior parte dei casi si tratta di acque minerali arricchite con vitamine, sali minerali e altri ingredienti, talvolta aromatizzate alla frutta. L'aroma, tuttavia, deriva spesso da aromi naturali o artificiali e non da una reale presenza di frutta. Possono contenere vitamine del gruppo B, vitamina C, vitamina E, oltre a minerali come magnesio, potassio, calcio o zinco. L'aggiunta di questi nutrienti non è necessariamente inutile, ma occorre chiedersi anzitutto se sia davvero necessaria. In una persona sana che segue un'alimentazione equilibrata, il fabbisogno di vitamine e minerali è generalmente coperto dalla dieta. Lo zinco, ad esempio, è naturalmente presente in carne, pesce, uova, latte e derivati, legumi e frutta secca.
Un aspetto da controllare sempre è l'etichetta nutrizionale. Alcune acque funzionali contengono quantità significative di zuccheri aggiunti, tali da apportare anche 80-100 kcal per bottiglia, valori non molto lontani da quelli di alcune bibite analcoliche. Altre sono invece prive di zuccheri ma dolcificate con edulcoranti, mentre esistono formulazioni che non contengono né zuccheri né dolcificanti.
Anche quando l'apporto calorico è trascurabile, è bene ricordare che il semplice fatto di aggiungere vitamine o minerali non rende automaticamente una bevanda più salutare. Le acque arricchite con calcio possono rappresentare un'interessante fonte di questo minerale per chi consuma pochi latticini, come le persone vegane o gli intolleranti al lattosio. Tuttavia, in presenza di patologie renali o alterazioni del metabolismo del calcio è opportuno seguire le indicazioni del medico.
Negli ultimi anni alcune aziende hanno introdotto formulazioni contenenti collagene idrolizzato, acido ialuronico, aloe vera, linfa di betulla o acqua di cocco, spesso promosse come bevande "beauty", depurative o anti-age. Su questo punto la ricerca scientifica invita alla prudenza. Per ingredienti come collagene e acido ialuronico, nelle bevande non esistono prove sufficienti per autorizzare indicazioni salutistiche relative alla riduzione delle rughe, al miglioramento della pelle o al rafforzamento di capelli e unghie. Nell'Unione Europea le indicazioni sulla salute possono essere utilizzate solo se autorizzate sulla base di solide evidenze scientifiche.
Diverso è il caso di alcune vitamine e minerali, per i quali esistono invece specifici claim autorizzati. Ad esempio, la vitamina C contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e il calcio è necessario per il mantenimento di ossa normali. Ciò non significa però che una persona senza carenze tragga automaticamente un beneficio aggiuntivo dal loro consumo. Recentemente sono comparse anche bevande arricchite con proteine del siero del latte o proteine vegetali. Possono risultare pratiche dopo l'attività fisica, ma le quantità contenute sono spesso modeste e non sostituiscono una corretta alimentazione. Inoltre, chi soffre di malattie renali, epatiche o presenta allergie alle proteine del latte dovrebbe consumarle solo su consiglio del medico.
Resta poi il tema del costo. Alcune acque funzionali possono costare fino a dieci o più volte una normale acqua minerale, senza offrire benefici proporzionati per la maggior parte delle persone. A ciò si aggiunge l'impatto ambientale legato all'utilizzo di bottiglie di plastica monouso. Per rendere l'acqua più gradevole è spesso sufficiente preparare in casa una semplice acqua aromatizzata con fettine di limone, cetriolo, arancia oppure con foglie di menta o basilico, senza ricorrere a prodotti costosi.
In conclusione, le acque funzionali non sono dannose se consumate occasionalmente e inserite in una dieta equilibrata, ma non rappresentano una scorciatoia verso salute o bellezza. La scelta migliore rimane leggere attentamente l'etichetta, valutare le proprie reali esigenze nutrizionali e non lasciarsi guidare esclusivamente dal marketing.
Photo made in AI
Scritto da Redazione ProDiGus
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