Gli agretti

Conosciuti anche con il nome di barba di frate, non lasciateveli sfuggire sui banchi dell’ortofrutta primaverile!

Gli agretti

In primavera spesso ci capita di trovare su banchi dell’ortofrutta un’erbetta sottile sottile, molto verde, venduta a mazzetti: si tratta degli agretti, noti anche come “barbe di frate” o “senape dei monaci”; sono piante di piccole dimensioni, tipiche della stagione primaverile, sono presenti soltanto da marzo a maggio. Di questa piantina si utilizzano i germogli e i rametti più giovani e teneri, squisiti e facili da cucinare, come vedremo in seguito.

La spiegazione del nome salsola e soda risiede nel fatto che, come tante Chenopodiacee, la pianta è xerofila e alofila, cioè prospera in terreni aridi e ricchi di sali, tanto che i succhi di questa pianta sono asprigni perché nei vacuoli cellulari si verifica l’accumulo dei sali (sia sodici che potassici). Questo è un espediente della pianta per isolare in sé stessa i sali tossici, affinché non causino danni alla pianta stessa o la sua morte. Proprio per questo motivo la fama degli agretti prima che per uso culinario è stata dovuta all’estrazione della soda (carbonato di sodio), notevolmente presente nelle ceneri.

Infatti nel passato la combustione di queste piante consentiva di produrre la soda, composto usato non solo per il lavaggio degli indumenti ma anche per la produzione del vetro (specialmente nelle vetreria di Murano a Venezia), del sapone, considerato che le ceneri contengono circa il 30% di soda. Fino all’inizio del XIX secolo questa pianta era una fonte fondamentale di soda per le diverse industrie, con ampie coltivazioni specialmente in Spagna, dove la pianta viene chiamata barrilla

L’uso alimentare era praticamente sconosciuto per il sapore acidulo del vegetale e per il rischio di formazione di calcoli. Con l’avvento di altri sistemi della produzione di soda (metodo Leblanc) la coltivazione a fini industriali fu abbandonata.

Botanicamente la pianta si chiama Salsola soda (vedremo poi il perché di questo nome) ed appartiene alla grande famiglia delle Chenopodiacee, la stessa di bietola, spinacio, quinoa, oltre che di piante foraggere per l’alimentazione del bestiame e di piante officinali. Il nome della pianta cambia spesso da regione a regione: infatti talora si chiama barba del Negus, talaltra riscoli (Umbria), rospici o arescani (Marche), lischi o liscari in Romagna.

La specie è diffusa sia in Europa che in Asia e sembra originaria dell’Africa del Nord ed ha trovato molta diffusione e gradimento in Italia, dove viene particolarmente coltivata in Sicilia e Lazio. Anche gli USA la coltivano, ma le superfici sono tanto ampie da rendere la pianta invasiva ed infestante per altre colture agricole, specialmente nei terreni salini. Anche nell’America del Sud la coltivazione degli agretti comincia a essere praticata in quanto pianta che consente redditi interessanti.

La pianta cresce abitualmente nelle zone costiere proprio perché aride e saline, con un ciclo di vita  annuale e un prodotto che giunge sul mercato nel periodo primaverile ed estivo precoce (marzo – maggio).

Le dimensioni della pianta sono piccole (70 cm) e i fusticini si presentano croccanti e succulenti.

Dal punto di vista nutrizionale le componenti più rappresentate sono l’acqua (92%), la fibra (2,5%), gli zuccheri (2,2%), le proteine (1,8%) e, a concludere, i grassi (0,2%). Quanto a minerali gli agretti si presentano ricchi di fosforo, calcio, ferro, magnesio e potassio, mentre l’apporto vitaminico è assicurato dalla presenza di vitamine A, B1, B2, B3, C e K. Con solo 17 calorie per 100 grammi di prodotto, le barbe di frate possono essere annoverate da gli alimenti “light”, consigliati nei regimi dimagranti, ma le loro proprietà sono molte di più, grazie anche alla presenza di numerosi antiossidanti e bicarbonato di sodio.

Una delle proprietà più rilevanti di questa piccola e semplice pianta è la capacità che possiede di depurare l’organismo di chi la mangia, aiutando a eliminare scorie e tossine capaci di intossicare la centrale industriale del corpo, cioè il fegato, e la centrale di espulsione, cioè i reni. Gli studi condotti dagli specialisti hanno dimostrato che consumando per diversi giorni gli agretti dopo una cura di farmaci o dopo pasti un pochino eccessivi, l’apparato digerente funziona meglio e tante sensazioni negative non si avvertono più.

L’importante quantità d’acqua contenuta negli agretti fa sì che siano indicati anche per stimolare la diuresi, sostenendo così ulteriormente la depurazione dell’organismo. Questa caratteristica ci consente di comprendere come le barbe di frate contribuiscano alla “pulizia” dell’organismo che, così, si mantiene più sano e più giovane. Come tanti altri vegetali (per fortuna) anche gli agretti sono apportatori di antiossidanti, i quali, come sappiamo, prevengono e rallentano l’invecchiamento cellulare, collegato a tante patologie degli esseri umani, specialmente quelle croniche (diabete, ipercolesterolemia, ipertensione, ecc).

Come visto, non indifferente é l’apporto di fibra addebitabile agli agretti (lo si avverte proprio masticando questa verdurina), per cui consumare gli agretti fa bene anche a stomaco (abbassamento dell’acidità eccessiva e digestione meno aggressiva per le mucose dello stomaco) e intestino (influenza sulla motilità ed espulsione feci). Per tale proprietà sonoo controindicati a chi soffre di diarrea e di colite. Si intuisce, infine, dalla composizione chimica e dal fatto di non essere cereali, l’assenza di glutine , con riflessi positivi per tutti, ma in particolare per i soggetti affetti da celiachia.

Vantaggio ritrovano negli agretti tutti quegli apparati dell’organismo che risentono dell’azione positiva delle vitamine, veri catalizzatori delle reazioni che avvengono in ogni organo umano (in particolare vitamina A per la vista, la vitamina B3 contro stanchezza fisica e mentale). L’apporto notevole di calcio favorirà tutti i processi a carico degli osteociti e della dentizione.

Non esistendo in commercio gli agretti surgelati( al contrario di fave, piselli, carciofi, spinaci e asparagi), in cucina bisogna approvvigionarsi subito di questa verdura appena trovata sulle bancarelle dei mercati e della GDO, nel breve periodo di presenza (marzo – maggio). Nella scelta facciamo attenzione al colore, che deve essere verde brillante, nonché alla turgidità degli steli, i quali non devono presentarsi flosci, cosi come le radici che non devono essere insecchite, indice di raccolta non recente del prodotto. Cercheremo di consumare gli agretti in giornata, perché anche in frigo si deteriorano.

La pulizia del prodotto richiede una certa cura in quanto vanno eliminati gli steli vecchi, malati, macchiati; anche il lavaggio dovrà essere molto accurato, perché normalmente è presente terriccio. Per la cottura basterà lessarli o vaporizzarli per circa 15 minuti, condendo poi con EVO di qualità e succo di limone; tra gli abbinamenti il preferito è con uova sode, pomodori, acciughe. Non dimentichiamo però che con gli agretti già lessati si preparano ottime frittate e torte salate.

Una curiosità: gli agretti erano e sono molti usati nella cucina ebraica (Kosher) durante il sabato (festa del riposo o Shabbat).

 

Note bibliografiche e sitografiche

Manuale dell’Agronomo, Ed.  REDA

C. Cappelletti, Botanica, Ed. UTET

www.alimentipedia.it

www.my-personaltrainer.it

www.benessere.com

www.cure-naturali.it

Scritto da Luciano Albano

Laureato con lode in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Bari nel 1978, ha svolto servizio come dirigente del servizio miglioramenti fondiari della Regione Puglia presso l’Ispettorato Agrario della città di Taranto. Appassionato di oli e vini, ha conseguito il diploma di sommelier A.I.S. e quello di assaggiatore ufficiale di olio per la sua regione

Già specializzato in Irrigazione e Drenaggio dei terreni agricoli presso il C.I.H.E.A.M. di Bari (Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Mediterraneennes), nonché iscritto all'Ordine dei Dottori Agronomi della Provincia di Taranto e nell'Albo dei C.T.U. del Tribunale Civile di Taranto

, da sempre ama approfondire il food e il beverage per metterne in rilievo ogni sfaccettatura.

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