Dove la pizza è "rentorta"

Al confine tra Lazio e Abruzza la pizza si attorciglia e rivela una farcitura semplice ma deliziosa a base di formaggio e pepe

Dove la pizza è "rentorta"

Il territorio del Cicolano è incastonato tra la dorsale centrale dell’Appennino Abruzzese e i Monti Carseolani, al confine tra le regioni Lazio e Abruzzo. Dal 1927 quest’area entrò a far parte della provincia di Rieti e nel 1940 il suo paesaggio aspro e selvaggio fu modificato dalla costruzione della diga del Salto e dell’omonimo lago artificiale che sommerse la valle chiamata Valle del Cicolano. Le strade panoramiche attraversano boschi di querce e castagni sullo sfondo azzurro del lago; nel fondovalle si aprono delle piane tra cui la più ampia è la Piana di Corvaro.

Petrella Salto, Fiamignano, Pescorocchiano e Borgorose sono quattro comuni del Cicolano che custodiscono una ricetta tradizionale della cucina contadina, quella della pizza rentorta. La rentorta ha pochi semplici ingredienti delle cucine di campagna dove non si buttava via nulla; è nutriente, si conserva per qualche giorno e si può trasportare facilmente come facevano un tempo i pastori in transumanza. Non si tratta della classica pizza, intanto perché non si presenta schiacciata, e poi perché il suo impasto - più simile a quello della pasta fresca all’uovo - è fatto con farina bianca, uova e un pizzico di sale.

Il ripieno più classico è semplicemente a base di formaggio e pepe nero macinato. La pasta viene stesa in una sfoglia molto sottile, unta leggermente con olio, farcita, ripiegata come un salsicciotto e arrotolata a spirale in una teglia rotonda unta di olio. Una volta cotta in forno per circa 30 minuti a 180°C, la pizza rentorta grazie alla sua forma a guscio di chiocciola, è croccante fuori e morbida dentro, si presta a gite ed escursioni fuori porta e anche come cibo da strada. Un tempo la cottura era fatta sul testo nei forni a legna e ci si metteva dentro quello che si trovava in dispensa e ciò che offriva l’orto.

Nei diversi paesi del Cicolano esistono infatti molte varianti nella farcitura della rentorta, che può trovarsi anche a base di salsiccia sbriciolata, provola e pecorino grattugiato ma anche mortadella, prosciutto o salame affettato e mozzarella o provola, o ancora con verdure, erbe selvatiche, zucca e formaggi. Ogni famiglia ha una sua propria ricetta con un ripieno diverso e un ingrediente segreto che custodisce gelosamente. Nel tempo si è fatta strada anche la versione dolce natalizia della pizza rentorta che è farcita con frutta secca di vario tipo e la sfoglia esterna ha il cacao o il cioccolato fondente nell’impasto.

La pizza rentorta fiamignanese ha ricevuto il riconoscimento come PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) e viene celebrata nei comuni del Cicolano in particolare durante la settimana di Ferragosto attraverso sagre dedicate, rievocazioni di eventi medievali, intrattenimenti musicali e balli folkloristici. Queste manifestazioni offrono l’occasione per trascorrere il Ferragosto alla scoperta di luoghi che meritano di essere valorizzati e per fare un tuffo nella loro storia e nelle tradizioni anche attraverso la degustazione dei prodotti tipici. 

Photo made in AI

Scritto da Elena Stante

Laureata in Matematica nel 1981 presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 al 2023 ha insegnato Matematica e Fisica presso il Liceo Ginnasio Aristosseno di Taranto .Ha partecipato ai progetti ESPB, LabTec, IMoFi con il CIRD di Udine e a vari concorsi nazionali ed ha collaborato con la nomina di Vice Direttore per la regione Puglia alla rivista online Euclide, giornale di matematica per i giovani. Le piace correlare la scienza al cibo, nonché indagare su storie e leggende, e con Prodigus inizia il suo percorso di redazione di contenuti golosi per gli utenti del web.


Piave DOP

0 Commenti

Lasciaci un Commento

Per scrivere un commento è necessario autenticarsi.

 Accedi

Altri articoli