Tutti amano i churros!

Una delle più dolci tradizioni della cucina del Venezuela ma anche del Brasile, dell’Argentina e di altri paesi del Sud America è quella dei churros, cominciata sembra in Spagna, stato europeo dal quale gli immigrati spagnoli portarono questa golosa frittura oltre confine. In America diventa “churro relleno” che a differenza di quello spagnolo o portoghese è ripieno di una grande varietà di sapori, anche in tante versioni salate.

L’origine dei churros non è certa: secondo alcuni studiosi si dovrebbe andare indietro ai tempi dell’uomo preistorico. I churros sono una sorta di frittelle la cui particolare forma cilindrica si ottiene inserendo un impasto simile a quello della pasta choux per bignè nella cosiddetta churrera, una siringa da pasticciere col beccuccio a stella, per poi spremerlo direttamente in una pentola di olio bollente in bastoncini di circa 8 centimetri di lunghezza (o in alcuni casi in una grande unica spirale). Dopo averli fatti sgocciolare per eliminare l’unto in eccesso, ancora caldi, si rotolano nello zucchero semolato con della cannella, oppure si spolverizzano con lo zucchero a velo e classicamente si servono accanto ad una tazza di cioccolata calda oppure nel caffellatte.

In Spagna i churros si mangiano a colazione ma anche a merenda e ogni qualvolta ci si voglia coccolare, a qualsiasi ora del giorno; esistono infatti le tipiche churrerias o xurreria che li servono tutto il dì, ma si trovano anche presso bar e venditori ambulanti per le strade delle città. Le variazioni regionali di questa ricetta hanno nomi differenti: i parros sono più grossi dei churros e contengono del bicarbonato di sodio per rendere la pasta più croccante e con le bollicine di anidride carbonica all’interno - si trovano a Madrid e in Andalusia. A Granada, l’impasto dei churros contiene burro e uova e si chiamano tejeringos; ci sono poi i bunuelos che si mangiano il giorno di Ognissanti e sono ripieni di cioccolato, crema al caffè o crema pasticciera. Questi ultimi sono più diffusi in Sud America e la loro forma è sferica o a ciambella.

Ma tornando alla storia, anche se la Spagna sembra averne la paternità, in realtà ci sono differenti versioni sulla paternità della ricetta dei churros. Da una parte si pensa siano stati i Portoghesi a diffonderli in Europa rientrando dai loro viaggi in Cina; qui avevano assaggiato e apprezzato la pasta dello Youtiao, nota come Youzagwei, consistente in strisce di pasta fritta salate e servite con il riso e il tofu. La sezione era cilindrica ma non a stella come gli attuali churros, perché all’epoca della dinastia dei Ming la condivisione dei saperi con gli stranieri era un vero e proprio reato. Una seconda ipotesi relativa alle origini dei churros, che sembra più accreditata, afferma che i pastori nomadi della Spagna, essendo costretti per molto tempo sulle alture e non potendo raggiungere la città per comprare il pane, si inventarono una pastella fatta di sola farina, acqua e sale da cuocere in padella. Questa ipotesi è sostenuta dal nome di una razza ovina chiamata “Navajo Churro“, discendente della pecora “Churra” della penisola iberica, che ha le corna di una forma che ricorda proprio i churros! Altri ancora sostengono che la frittura di vari impasti sia una tradizione spagnola ben radicata nella nazione dai tempi della dominazione araba.

Quando la ricetta ha raggiunto il Centro e il Sud dell’America ciascuna popolazione ha apportato delle modifiche secondo i propri gusti e le proprie abitudini alimentari: ci sono allora il già citato churro relleno argentino, con diversi tipi di ripieno; i churros ripieni di guava (frutto esotico) cubani, i churros al dulce de leche messicani e quelli uruguayani e del Nicaragua riempiti con il formaggio. La presenza della cioccolata che affianca i churros deriva dal fatto che in Sud America questi arrivarono nel 1500 circa e in quel periodo gli Spagnoli portarono in Europa il cacao provvedendo ad addolcirlo con canna da zucchero per creare quella deliziosa cioccolata calda e densa che è perfetta per inzuppare i churros.

Durante il lockdown causato dall’emergenza coronavirus, i churros hanno rappresentato una delle ricette più ricercate sul web, sia per la ricetta semplice che per il grande piacere nel mangiarli e questo spiega anche la sua diffusione nelle fiere e nei parchi di divertimento. E anche noi di Prodigus abbiamo la nostra ricetta per churros perfetti, senza uova. 

E quando sarete tornati liberamente a viaggiare, se farete un salto in Spagna ricordate che i migliori luoghi dove trovare ottimi churros sono la Cioccolateria San Ginés a Madrid, l’Horchateria & Chocolateria Santa Catalina a Valencia, La Churre a Barcellona, La Centuria a Siviglia. Che siano dritti, ricurvi o in forma di spirale, immersi nel cioccolato, ripieni o solo zuccherati, i churros in tutte le loro varianti creative continueranno ad essere uno dei tipici e gustosi intermezzi sia d’estate e che d’inverno, legati alle feste in strada, alle fiere tradizionali nei parchi, all’aggregazione sociale delle persone che hanno voglia di divertimento: questo, più che l’origine o la storia, è il loro vero segreto.

Scritto da Redazione ProDiGus

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