La canzone dell’ulivo

Un estratto del componimento di Giovanni Pascoli dedicato ad uno degli alberi da frutto simbolo dell’Italia dai campi alla tavola

La canzone dell’ulivo

III

Portate il piccone; rimanga 
l'aratro nell'ozio dell'aie. 
Respinge il marrello e la vanga 
lo sterile clivo. 
Il clivo che ripido sale, 
biancheggia di sassi e di ghiaie; 
lo assordano l'ebbre cicale 
col grido solivo. 
Qui radichi e cresca! Non vuole, 
per crescere, ch'aria, che sole, 
che tempo, l'ulivo! 

IV 

Nei massi le barbe, e nel cielo 
le piccole foglie d'argento! 
Serbate a più gracile stelo 
più soffici zolle! 
Tra i massi s'avvinchia, e non cede, 
se i massi non cedono, al vento. 
Lì, soffre, ma cresce, né chiede 
più ciò che non volle. 
L'ulivo che soffre ma bea, 
che ciò ch'è più duro, ciò crea 
che scorre più molle. 

 

Tratto da "La canzone dell'ulivo" di Giovanni Pascoli

Photo via Pexels

Scritto da Luciano Albano

Laureato con lode in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Bari nel 1978, ha svolto servizio come dirigente del servizio miglioramenti fondiari della Regione Puglia presso l’Ispettorato Agrario della città di Taranto. Appassionato di oli e vini, ha conseguito il diploma di sommelier A.I.S. e quello di assaggiatore ufficiale di olio per la sua regione

Già specializzato in Irrigazione e Drenaggio dei terreni agricoli presso il C.I.H.E.A.M. di Bari (Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Mediterraneennes), nonché iscritto all'Ordine dei Dottori Agronomi della Provincia di Taranto e nell'Albo dei C.T.U. del Tribunale Civile di Taranto

, da sempre ama approfondire il food e il beverage per metterne in rilievo ogni sfaccettatura.

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