Tarassaco

Dente di leone, cicoria asinina, grugno di porco, girasole dei prati: non è un elenco di piante officinali ideali per preparare un infuso, ma si tratta di solo alcuni dei moltissimi sinonimi del tarassaco, pianta erbacea della famiglia delle Asteraceae, nota per la ricchezza in sostanze benefiche bioattive, antiossidanti e battericide.

Dalla grossa radice fittonante, si distingue per le foglie dalla forma oblunga, lanceolate e con il margine dentato, e da un fusto portante all’apice un’infiorescenza giallo-dorato, detta capolino. La fioritura avviene in primavera, ma può prolungarsi fino a inizio autunno. 

Le parti della pianta di maggior interesse da secoli in ambito di medicina naturale sono le radici e le foglie, ricche di flavonoidi, terpeni e acido taraxinico, che donano all’organismo svariati benefici, dal mantenimento del corretto funzionamento del fegato, al miglioramento della salute degli occhi (grazie al contenuto in luteina e zeaxantina). 

E’ tuttavia sconsigliato a coloro che soffrono di calcoli nonché di ulcere e bruciori di stomaco e alle donne in gravidanza, mentre lo si consiglia particolarmente a chi vuole perdere peso (proprietà diuretiche) e a chi necessita di combatterne acne ed eczemi: in commercio è reperibie la linfa (o sciroppo) di tarassaco, ad uso sia topico che ingeribile allo scopo di combattere le sostanze che spesso causano squilibri ormonali. 

In cucina il tarassaco viene consumato sia crudo che cotto.

  • In Piemonte è tradizione consumarne le foglie (dal gusto amarognolo e lievemente speziato) in insalata con le uova sode, e anche i fiori sono commestibili e perfetti per essere fritti in pastella o a dare anch’essi colore alle insalate miste. 
  • Le foglie possono essere anche stufate in padella, per venire utilizzate come ottimo contorno (condite con solo olio e succo di limone per aumentare la biodisponibilità dei sali minerali) o all’interno di diverse ricette tradizionali, che le vedono protagoniste di frittate, ripieni per torte salate e farciture per pasta fresca, nonché di zuppe e minestre
  • Inoltre, si possono preparare ottimi decotti benefici con la sua radice essiccata. 

Il tarassaco è pianta talmente preziosa che ogni anno, tra aprile e maggio in alta Val di Non, si tengono “Le settimane del dente di leone”, un festival culinario (che quest’anno si è tenuto dal 20 aprile al 12 maggio) interamente dedicato a questo prodotto: una rete di ristoranti e alberghi della valle propongono piatti a base della pianta appena colta, portando in tavola tutto il suo sapore e le sue proprietà.

Scritto da Sara Albano

Diplomata al liceo linguistico internazionale di Taranto, sua città di nascita, raggiunta la maggiore età sceglie di seguire il cuore trasferendosi nella food valley d’Italia, conseguendo la laurea magistrale in scienze gastronomiche presso l’Università di Parma, per poi intraprendere un master in Marketing e Management per l’Enogastronomia a Roma e il percorso per pasticceri professionisti presso la Boscolo Etoile Academy a Tuscania, dopo il quale ha subito inizio il suo lavoro all’interno della variegata realtà di Campoli Azioni Gastronomiche Srl,  dove si occupa oggi di back office, redazione e project management a 360°, sia in ambito di ristorazione ed eventi, che in ambito di attività che coniugano la gastronomia ai settori dell’editoria, del marketing e della comunicazione. 

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