Troppi ingredienti per il pollo

“Troppi ingredienti per il pollo” – tratto da “L’Italia della cucina dell’aia” – Itinerari di cultura gastronomica, Accademia Italiana della Cucina,2009

Ai tempi di greci e latini, il pollo veniva cucinato nei modi più strani…e complessi! Lo conferma anche questo ritaglio che parla di una ricetta citata in un’opera di Aristofane, e di una seconda tratta dalla cucina di Marco Gavio Apicio. In entrambi i casi tanti, troppi ingredienti che non ci fanno dubitare del risultato (più o meno…), ma che ci fanno domandare cosa ne restasse davvero, una volta che la pietanza finiva in tavola, del sapore del pollo. Ma è doveroso ricordare sempre che ai tempi, per raffreddare le carni (che irrancidivano prestissimo a temperatura ambiente), si poteva usare al massimo, quando si era fortunati e soprattutto nella stagione giusta, una buona dose di neve:  si comprende allora a pieno l’impiego di salse agrodolci o grasse, di erbe aromatiche, di aceto e altri ingredienti dal sapore marcato, atto a “coprire” carni purtroppo spesso maleodoranti, ma comunque indispensabile fonte di proteine a tavola.

Scritto da Redazione ProDiGus

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