Triglie alla livornese

“Triglie alla livornese”

Ricordate quando, poco tempo fa, abbiamo condiviso con voi un vecchio ritaglio di giornale che suggeriva curiosi cocktail con la grappa, ritrovato tra le pagine di un vecchio libro usato di cucina? Ebbene, quel libro abbiamo continuato a sfogliarlo, scoprendo ancora altri stralci di giornale e ricette scritte a mano incastrati tra le pagine da chi ne fu il suo proprietario. Tra di esse, abbiamo scelto di condividere questa volta la ricetta delle triglie alla livornese, che una persona – dalla scrittura oseremmo dire probabilmente che si tratti una donna – ha trascritto anni fa in seguito all’esperienza di un pranzo a Tirrenia.

Perché è un’emozione ritrovarsi fra le mani questo pezzo di carta, a prescindere dalla ricetta in sé? Perché ci piace viaggiare con la mente, ed iniziare a pensare che la grafia denota attenzione e calma nella scrittura: immaginiamo una signora che sedeva rilassata al tavolo di questo ristorante, chissà se in vacanza o a due passi da casa sua. E chissà ancora se si trovava da sola, con degli amici, con la sua famiglia o con il suo amante, mentre ha scelto di imprimere su carta il ricordo di un piatto (ma soprattutto di una giornata indimenticabile). Perché questo è il cibo: molti sostengono che mangiare sia “solo un momento”, ma in realtà esistono assaggi che ti colpiscono nel cuore, che s’imprimono come ricordi esattamente come una melodia, come una fotografia…come un’emozione.

Scritto da Redazione ProDiGus

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